Usura: un cappio al collo dei salernitani

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C’è una piaga invisibile, nascosta, che pervade il salernitano proprio perché territorio in crisi. Sono personaggi occulti, che intervengono nei contesti in cui intravedono la disperazione, facendosi largo con l’inganno e con l’affabulazione. Spesso si presentano bene, sono addirittura considerati dei benefattori in alcuni ambienti, quasi una necessaria extrema ratio nei momenti di grave crisi. Ma quando mordono, non lasciano più la loro preda. Parliamo degli usurai, una “professione” che in Italia purtroppo è molto diffusa, nonostante la società e le istituzioni tentino di sradicarla con una corretta educazione civica.
Oggi a Salerno e provincia sono tanti i negozi e le aziende in crisi, che per non fallire hanno un urgente bisogno di denaro liquido; sono tante le famiglie che versano in crisi economica, indebitate a causa di mutui da pagare e tasse varie; in questi ambiti, si fa largo ancora oggi nel 2013 la figura di questi finti benefattori, che versano denaro immediatamente…
Sono purtroppo molti gli episodi di cronaca giudiziaria nel salernitano, che hanno per oggetto l’usura.

I metodi dello “strozzo”. I metodi di questi sedicenti “signori” sono molto particolari; per richiedere indietro il denaro prestato (ad interessi esorbitanti) spesso si arriva alle minacce; e nell’epoca di internet, vengono utilizzate anche le mail e i social network (quasi sempre da internet point, per non far identificare l’indirizzo IP) per ricattare le persone. Se non si ottengono i soldi, gli strozzini fanno pressioni per acquistare case o beni di proprietà della vittima a prezzi nettamente inferiori. E spesso è proprio da queste cessioni “sospette” (non a prezzo di mercato) di beni immobili che gli inquirenti scoprono i casi di strozzinaggio. Le minacce cominciano in maniera leggera, poi diventano sempre più pesanti e pressanti e arrivano a coinvolgere i familiari delle vittime e, nel peggiore dei casi, i bambini.

Casi recenti. Ogni settimana nel salernitano si contano, in media, 4-5 casi di arresto per usura. Raccontiamo due recentissimi episodi, attualmente sub judice. Il primo caso riguarda un imprenditore di Battipaglia che aveva contratto un prestito con un usuraio di 10.200 euro, ma aveva dovuto restituire ben 64.700 euro: un tasso d’interesse del 442 per cento…! L’imprenditore si era visto costretto a cedere al cravattaro un trattore, un quod, due televisori e due computer, oltre a pagare circa 23mila euro in contanti.
Altro caso (sono i più recenti, non i più eclatanti): una donna di Cava de’ Tirreni dopo essere ricorsa a uno strozzino, si è vista minacciata e per restituire la cifra (con interessi da capogiro) ha dovuto procedere alla vendita del proprio appartamento, a un prezzo di gran lunga inferiore rispetto al valore di mercato: lo strozzino ha acquistato l’appartamento a 145mila euro, mentre il valore effettivo si aggirava sui 277mila!

Usura e società. Come detto, molto spesso gli usurai sono degli insospettabili: persone che hanno accumulato del danaro nei più disparati campi e decidono di farlo levitare sulle spalle della povera gente. Sanno che in questo tempo di crisi la disponibilità di liquidi è molto scarsa e si avventano sulle prede. Inoltre, gli usurai più ricchi a volte diventano proprietari di grosse strutture alberghiere o di interi palazzi in quanto forniscono il denaro necessario a terminare i lavori.

I dati nazionali. In totale, secondo il rapporto dell’Associazione Antiusura SOS Impresa, gli italiani ad alto rischio usura sono almeno 2 milioni, quelli direttamente coinvolti nei patti usurari 600 mila e fra essi ci sono almeno 200 mila commercianti. La cultura della denuncia e i controlli delle forze dell’ordine possono eliminare questa piaga, ma è un processo lungo e pieno di ostacoli, che può partire solo dall’educazione delle nuove generazioni.