“Io non posso entrare!” – Salerno non ha aree di sgambamento per animali

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E’ fra le prime cittadine in Italia per la raccolta differenziata, è un cantiere permanente di opere architettoniche, ma non permette ai cani e ai loro padroni di vivere serenamente il proprio spazio urbano.

Ciò è nettamente in contrasto con l’evoluzione della nostra stessa città che si sta avviando verso un’opera di internazionalizzazione.

Una città “europea”, che vuol fregiarsi di tale appellativo, fonda le proprie basi sulla civiltà, sui diritti e doveri posti in essere: questi ultimi dovrebbero sancire una convivenza armonica tra i cittadini e rispettosa anche nei confronti delle varie specie animali.

Facciamo una chiacchiera con Francesca, animalista impegnata e studentessa di giurisprudenza all’Università di Salerno.

Ritieni che Salerno sia impraticabile per cani e padroni ?

“Sì, nettamente, e soprattuto è davvero mortificante subire sguardi intimidatori dai tuoi concittadini, solo perché porti a passeggio il tuo amico a quattro zampe”

Intimidatori perché il tuo cane è particolarmente vivace?

“No, semplicemente perché non ci sono aree attrezzate (apposite) dove possa fare i propri bisogni e, giustamente, deve farli per strada: non tutti i padroni si attrezzano con bustina e paletta e si sa, basta un caso per infangare tutti”

Effettivamente la convivenza tra chi è “possessore” di un cane e i suoi concittadini si basa solo ed esclusivamente sul buon senso e tolleranza. Sinceramente neanche a me farebbe piacere trovare la pipì di un cane sotto al portone.

“E’ esattamente così, c’è chi ti guarda con simpatia e quasi solidarietà, poiché si rende conto che non hai altra possibilità che aspettare il tuo amico mentre fa i suoi bisogni e cercare di limitare i danni”.

Un’amministrazione che si rispetti deve intervenire, per garantire una serena convivenza fra i propri cittadini, non può affidarsi solo al buon senso della cittadinanza. Avete fatto qualcosa per smuovere le acque?

“Certo, pochi mesi fa, esattamente l’8 aprile 2013 organizzammo un’iniziativa dal nome “Occupy Galiziano”, il parco che era stato indicato come unica area di sgambamento di Salerno, sito nella zona di Torrione alto (prima dell’ingresso per tangenziale e autostrada). Ma, nonostante avessimo richiesto la presenza dei giornali, nessuno ci diede voce”.

Ho visto le foto su Facebook, avete fatto indossare delle pettorine ai vostri amici a 4 zampe con la scritta “Io posso entrare”! Quali sono state le conseguenze di quell’iniziativa?
“Assolutamente nulla, silenzio, solo dichiarazioni del sindaco De Luca in cui rimarcaava quanto la sua amministrazione sia amica degli animali. Ma le città “animal friendly” sono ben altre: Roma, Firenze, Ravenna, solo per citarne alcune, hanno l’accesso libero ai parchi per gli animali e aree attrezzate e delimitate all’interno degli stessi”.

In realtà c’è stata un’altra iniziativa, il 29/09 di quest’anno:  la “passeggiata canina” organizzata da Enpa, Oipa e dalle associazioni “Chicca Lali ed Iris” e “La Foresta che avanza”. In quell’occasione, Manuela Zambrano, commissario dell’Enpa dichiarava: “Le nostre richieste sono semplici: la realizzazione di aree per lo sgambamento dei cani, previste nel programma politico del sindaco di Salerno, oltre al riconoscimento di una figura che possa ricoprire il ruolo di garante degli animali a livello cittadino”.
Il caso. In Sardegna, il Tar sezione I, con la sentenza 1080/2012 definisce illeggittima l’ordinanza emessa dal Sindaco del comune di Villanova Monteleone (Sassari) che vietava l’ingresso agli animali alle aree verdi pubbliche per motivi igienico – sanitari.
Qui il testo della sentenza

Un po’ di storia. Seppur con fatica, il concetto di “animale essere senziente” comincia a farsi strada. E dal lontano 1978, anno della proclamazione della D.U.D.A (Dichiarazione Universale dei Diritti degli Animali), sono stati piuttosto copiosi gli interventi circa la materia e “sensibilizzare” diventa l’obiettivo.
Poi, un trentennio di proposte di legge, che andavano a smussare angoli neanche troppo importanti, fino ad arrivare al nuovo testo, presentato a Roma nel giugno di quest’anno da Anci e Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente: si tratta del regolamento-tipo per la tutela degli animali e la loro convivenza con i cittadini; consultabile su questo link previa registrazione.

Una città e una società possono proclamarsi civili se ad ogni essere vivente vengono assicurati i propri diritti e se quest’ultimo adempie ai propri doveri; i cani vivono in una società costruita a misura d’uomo, siamo noi a dover garantire a loro e ai loro padroni una vita serena.

Guglielmo Ruocco