Inchiesta tra i volontari del canile: grande cura ma tante difficoltà

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«I cani non mentono su ciò che provano, perché non possono mentire sulle emozioni. Nessuno ha mai visto un cane triste che fingesse di essere felice».
J. Masson
Il cane è stato considerato da sempre il miglior amico dell’uomo, un compagno fidato, il componente della nostra società in cui maggiormente si riscontra una purezza d’animo che noi esseri umani abbiamo via via perduto o dimenticato, o che forse non abbiamo mai avuto, almeno in questa misura. Molto spesso, infatti, dimentichiamo che un cane può gioire o anche soffrire al nostro stesso modo e ci dimentichiamo di quanto è importante avere sempre cura del proprio amico a quattro zampe. Numerosi sono i casi di maltrattamento nei confronti di cani, che siano essi randagi e non. Inoltre, in Campania, in particolar modo a Salerno, il fenomeno del randagismo è in crescita.

Abbiamo visitato il canile Municipale di Salerno a Fuorni e abbiamo intervistato alcuni volontari, attraverso le testimonianze dei quali ci è stato possibile intraprendere un viaggio all’interno di un mondo che troppo spesso sfugge alla nostra attenzione e puntare i riflettori su una realtà che spesso e volentieri ignoriamo.
Quanti cani ospitate?
“Il canile di Salerno ha due sedi: una qui, a Fuorni, l’altra ad Eboli. I cani che ospitiamo in questa sede sono circa 230, molti di più rispetto ad Eboli per il fatto che questa sede si trova più vicino al centro della città ed è più facile da raggiungere”.
Quali servizi offrite per i vostri cani?
“Quando un cane arriva al canile viene innanzitutto sterilizzato e controllato per assicurarci che sia in buona salute, in caso contrario provvediamo alla cura attraverso medicinali appositi. I cani vivono in box, alcuni di essi ospitano quattro o cinque cani a seconda della razza e delle caratteristiche compatibili con i “compagni di stanza”. I cani e i box vengono lavati e puliti ogni giorno. Per alcuni, affetti da qualche malattia, il lavaggio e la sterilizzazione dell’ambiente in cui vivono avviene anche due o tre volte al giorno. Purtroppo per alcuni di loro non c’è posto qui, per cui noi volontari, la notte, li portiamo a casa nostra. Io ormai sono arrivata a portarne anche cinque”.
Avete sovvenzioni o donazioni per il sostentamento dei cani?
“I medicinali e lo stretto necessario per i nostri cani dovrebbero essere forniti dall’Asl veterinaria, ma a giudicare dalle ultime vicende legate a questo servizio sanitario, è evidente che, purtroppo, molto spesso dobbiamo provvedere autonomamente ai servizi di cui i cani hanno bisogno. Ad esempio, a volte, siamo costretti a portarli da veterinari privati, completamente a spese nostre. In ogni caso c’è una somma versata dall’Asl che è pari ad 1,50 euro al giorno per ogni cane, circa 36 euro al mese per coprire le spese dei nostri animali. Inoltre, il canile vive anche di donazioni, non solo di denaro ma anche di cibo, medicinali e quant’altro”.
I cani riescono ad ottenere adozioni da parte delle famiglie? Se si, con quale frequenza?
“Le adozioni ci sono, in particolare per i cuccioli e anche con una certa frequenza. Una frequenza tale che ci permette di mantenere sempre, più o meno, uguale il numero di cani. I cani sono come i nostri figli, per cui l’adozione avviene in maniera accurata e dettagliata. Noi volontari ci rechiamo a casa delle famiglie per assicurarci che l’ambiente sia adatto alla presenza di un cane. Successivamente ci occupiamo della parte burocratica dell’adozione. Ci teniamo sempre in contatto con le famiglie che adottano i nostri cani, paradossalmente, soprattutto per quanto riguarda le adozioni da parte di famiglie fuori Salerno, anche residenti al nord”.

Come arrivano i cani al canile?
“Si tratta di un canile municipale, quindi molto spesso è la stessa Polizia Municipale a segnalarci la presenza di un cane randagio in una determinata zona. Ma spesso ci arrivano anche segnalazioni dai cittadini. A quel punto, andiamo noi stessi nel luogo in cui ci è stato segnalato il randagio, lo preleviamo e lo portiamo al canile. Poco tempo fa ci arrivò la segnalazione di un contadino che abita nei paraggi. Ci dissero di un uomo che abita nelle campagne qui attorno, che aveva un cane tenuto costantemente legato ad una catena. Il povero animale era vittima di maltrattamenti. Quando andammo a verificare la situazione, la scena che fummo costretti a guardare era davvero pessima. Il contadino è stato denunciato, ma questo non è di certo un caso isolato. Ci troviamo di continuo al cospetto di maltrattamenti sugli animali e cerchiamo, per quanto possibile, di migliorare questa situazione”.
Oltre lei, chi si occupa dei cani a livello tecnico? Quanti volontari siete?
“Noi volontari non siamo tanti. Alcuni di noi si occupano dei cani quotidianamente, ma siamo solo in tre a farlo. Altri invece vengono due o tre volte a settimana”.
Ci sono cani incattiviti o aggressivi? Se si, come vi comportate con loro?
“Abbiamo solo due o tre cani che sono stati definiti “morsicatori”, ma in realtà non hanno mai fatto male a nessuno. Comunque li teniamo, per sicurezza, in box singoli”.
Quanto è grave il problema del randagismo a Salerno?
“A Salerno, ma in generale al sud, i cani maltrattati e abbandonati sono davvero parecchi. Qui non è ben chiaro il concetto di cane come componente della famiglia. E’ triste sapere che molto spesso i cani vengono abbandonati per strada, ad esempio in tangenziale, come qualcosa di vecchio e ormai non più utile, solo perché magari è difficile mantenerlo. Per noi, questi cani rappresentano una famiglia, per tale motivo ci prendiamo cura di loro come se fossero nostri”.
Infine quali sono i problemi che riscontrate nella gestione di questo canile?
“Non abbiamo grandi problemi, a parte quelli economici che attualmente tutti sono costretti ad affrontare, ma non ci lamentiamo perché comunque ogni mese riusciamo a raggiungere i nostri obiettivi e ad assicurarci il benessere dei nostri cani. Quello che lascia un po’a desiderare, qui, è la zona in cui il canile è situato. Come vedi, siamo vicini ad una vera e propria discarica per cui dobbiamo affrontare vari problemi che derivano dalla mancanza di pulizia delle zone circostanti. Ad esempio, un pericolo per i cani è rappresentato dai topi e dalle malattie che potrebbero provocare. Purtroppo non possiamo tenere costantemente sotto controllo ogni singolo cane, per cui corriamo sempre rischi del genere”.
Insomma, non bisogna attribuirsi necessariamente l’etichetta di animalisti per rispettare e avere cura di un cane, come di qualsiasi altro animale. Tutti dovremmo farlo e oltrepassare questa barriera di ignoranza e preconcetti entro cui troppo spesso viviamo. Basterebbe un po’ di sensibilizzazione in più che ci permetta di ragionare qualche volta non come uomini, bensì come cani.

Martina Masullo

6 pensieri riguardo “Inchiesta tra i volontari del canile: grande cura ma tante difficoltà

  • 25 gennaio 2014 in 11:44
    Permalink

    Salve vorrei diventare volontaria ditemi a chi rivolgermi oppure mandati un contatto

    Risposta
  • 25 gennaio 2014 in 11:47
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    Salve vorrei diventare volontaria ditemi a chi rivolgermi e un contatto grz lo spero tanto

    Risposta
    • 26 gennaio 2014 in 8:09
      Permalink

      Gent.ma signora,
      deve rivolgersi al Canile Municipale di Salerno, con sede a Fuorni.
      Grazie

      Risposta
      • 29 luglio 2014 in 21:08
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        Salve,
        vorrei sapere da che età è possibile diventare volontarie. Ho 15 anni e mi hanno sempre detto che prima dei 18 non è possibile, quindi preferirei togliermi questo dubbio. Grazie in anticipo.

        Risposta
  • 23 maggio 2015 in 11:40
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    Ho 15 anni e vorrei collaborare come volontaria presso il vostro canile. É possibile?

    Risposta
  • 5 ottobre 2015 in 19:27
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    Salve
    sono qui in vacanzza nella provincia di salerno vicino capaccio.
    Mi é venuto un cane senza padrone tutto deprito in contro, li o dato da mangiare e da bere se fatto fuori 5 scatolette. Ma non so cosa fare. Io vivo in i svizzera e non posso portarmelo. Che cosa posso fare? Grazie per l’aiuto.

    Risposta

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