Al via il Processo Chernobyl: stamattina l’udienza preliminare

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Si è svolta stamattina nelle aule del Tribunale di Salerno, l’udienza preliminare del processo denominato “Chernobyl”, che vede coinvolti 39 imputati, sulla drammatica problematica dell’inquinamento ambientale delle nostre terre provocato dallo sversamento di sostanze tossiche. Si tratterebbe di 980.000 tonnellate di rifiuti sversati nelle province di Napoli, Salerno, Caserta, Avellino, Benevento, Foggia. Secondo le indagini, i rifiuti immessi  nei comuni del Salernitano provengono dai depuratori di Mercato San Severino in provincia di Salerno, da Marcianise e Orta di Avella in provincia di Caserta e da Cuma in provincia di Napoli.

All’esterno abbiamo visto un sit in pacifico di protesta, all’interno, in aula, c’erano, accanto alla gente comune, le associazioni ambientaliste Legambiente e Italia Nostra, costituitesi Parte Civile insieme a Coldiretti, le Province di Napoli, Caserta e Salerno, la Regione Campania,  il Codacons Campania, l’Adiconsum, il Comitato Ponte Barizzo di Capaccio, la Comunità Montana Alto e Medio Sele, il Consorzio Bonifica Vallo di Diano-Tanagro, Rifondazione Comunista, i Comuni di Sala Consilina, Sassano, Casalbuono, Montesangiacomo, Montecorvino Rovella, Teggiano, Polla, Santomenna, Castelnuovo di Conza, San Rufo, Sant’Arsenio, San Pietro al Tanagro, Atena Lucana.

Il giudice Dolores Zarone ha confermato la costituzione in parte civile esclusivamente agli enti territoriali, mentre la Difesa ha affermato che “il fatto non sussiste perché  i rifiuti non hanno natura tossica quindi non  sono pericolosi”, per cui gli imputati andrebbero prosciolti.

L’udienza è stata rinviata al prossimo 20 febbraio.

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