Vigilia della notte degli Oscar: grande attesa per “La Grande Bellezza”

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Il “Red carpet” sta per essere srotolato dinanzi al “Dolby Theatre” di Los Angeles, dove domani sera si terrà la premiazione degli Academy Awards, comunemente conosciuti come Premi Oscar, giunti alla 86esima edizione.

La cosiddetta “Notte degli Oscar” avrà inizio nel pomeriggio di Los Angeles, all’incirca l’una di notte in Italia. I premi più importanti saranno consegnati quando in Italia saranno le 2:30-3:00, dunque a notte fonda. A seguire la maratona televisiva sarà Sky Cinema Uno (canale 301 della piattaforma satellitare Sky), che si collegherà con il “Dolby” con largo anticipo, intorno alle 23.00 ora italiana, seguendo anche tutte le fasi del “red carpet”, con l’arrivo dei protagonisti più attesi. E’ la parentesi “glamour” di questa cerimonia, che a volte fa più notizia della premiazione stessa, purtroppo.

Quest’anno i giurati dell’Academy hanno diretto le loro “nominations” su tre pellicole in particolare: il gangster movie “American Hustle” (10 candidature) con la nuova diva Jennifer Lawrence, il fantascientifico “Gravity” (10 candidature), con George Clooney e Sandra Bullock e l’epico film sull’integrazione razziale “12 anni schiavo” (9 candidature).

Parere personale, “Gravity” è un film spettacolare, con qualche buon contenuto, ma niente di più. “American Hustle” è un’ottima pellicola, piuttosto originale, ma di sicuro “12 anni schiavo” è il film migliore e appare come il netto favorito.

Le altre opere candidate come miglior film sono: “Captain Phillips – Attacco in mare aperto”, “Dallas Buyers Club”, “Lei (Her)”, “Nebraska”, “Philomena” e “The Wolf of Wall Street”. Tutti film che hanno raccolto numerose altre nominations in altri ambiti.

Come miglior attore, sembra profilarsi una lotta all’ultimo sangue tra due volti molto noti, Leonardo Di Caprio e Matthew McCounaghey. Il primo, più volte in nominations ma mai premiato con l’ambita statuetta, è interprete di un film brillante e cinico quale “The wolf of wall street”, di Scorsese: in verità, dal film (comunque buono) emerge più la sua straordinaria performance, sempre sopra le righe ed espressiva alla millesima potenza, di un cinico e dissoluto uomo d’affari americano, che non la storia stessa, poco originale e priva di contenuti forti che esulino dalla messinscena caricaturale del protagonista. Ma, a parer nostro, a meritare la statuetta è senza dubbio McConaughey, strepitoso interprete di un malato di AIDS in “Dallas Buyers club”: per entrare nella parte l’attore ha dovuto smettere i panni da sex symbol, mostrati in molte altre opere, dimagrendo ai limiti dell’anoressia e dell’irriconoscibilità; questo ha giovato all’attore, che servendosi solo della sua espressività facciale e delle sue battute, ha reso il personaggio straziante e meraviglioso nel suo cammino di malattia e redenzione, in un film cupo e drammatico, ma anche pieno di speranza.

Dello stesso film è da segnalare l’ottima performance dell’attore e cantante (frotman dei 30 seconds to Mars)  Jared Leto, nei panni di un travestito ammalato di AIDS, che sembrerebbe il favorito per il premio come miglior attore protagonista.

Tra le donne, il premio come miglior attrice potrebbe andare alla splendida Cate Blachett, protagonista di Blue Jasmine, l’ottima ultima fatica di Woody Allen. Ma senza dubbio meriterebbe parimenti la statuetta anche la grandissima Judi Dench nei panni di una madre alla ricerca del proprio figlio nell’eccezionale “Philomena”, diretto da Stephen Frears. La Blanchett e la Dench sono assolutamente tra le migliori attrici al mondo, capaci di rendere capolavori tutte le pellicole che interpretano! Come attrice non protagonista potrebbe spuntarla la bellissima Lupita Nyong’o, messiana naturalizzata kenyota, assolutamente meravigliosa in “12 anni schiavo” nel ruolo di Patsey, forse ancora di più del protagonista Chiwetel Ejiofor (che difficilmente trionferà, vista la suddetta concorrenza di Di Caprio e McConaughey nella sua categoria).

Ma veniamo a ciò che interessa di più il pubblico italiano.

La Grande bellezza”, magistrale pellicola di Paolo Sorrentino, è candidata come miglior film straniero, accanto ad “Alabama Monroe” (pellicola del Belgio),  “Il sospetto” (Danimarca), “The Missing Picture” (Cambogia) e “Omar” (Palestina).

Un destino particolare, quello del film di Sorrentino. In Italia è stato accolto da critiche contrastanti (da alcuni giornalisti è stato addirittura stroncato), anche se da grandi risultati al box office. All’estero, invece, grandi acclamazioni: vincitore di quattro premi agli European Film Awards (miglior film, miglior regista, miglior attore protagonista, miglior montaggio) vincitore del premio come miglior film straniero sia ai British Academy Film Awards sia, soprattutto, agli importantissimi Golden Globes (premio assegnato negli USA dai giornalisti della stampa straniera, spesso considerati l’anticamera degli Oscar, visto che spesso questi ultimi, che si tengono poco tempo dopo, premiano le stesse pellicole). Ai Golden Globes “La Grande Bellezza” è stato preferito a un altro film di grande successo, “La Vita di Adele”, che aveva vinto la Palma d’Oro a Cannes.

Secondo i bookmakers, “La Grande bellezza” è dato per strafavorito, essendo quotato a 1,25 dall’agenzia SportYes; tutti gli altri hanno quotazioni molto peggiore, l’unico che sembrerebbe poetr dare filo da torcere è “Il sospetto”, quotato a 4,00.

Ma si sa, i pronostici lasciano il tempo che trovano. Come italiani dovremmo aspettare la tarda notte di domenica per gridare vittoria.

“La Grande Bellezza”, come abbiamo scritto nella nostra recensione su Citizen (http://www.citizensalerno.it/i-film-dellanno-la-grande-bellezza-di-paolo-sorrentino/), cui rimandiamo, è un film per niente facile. Potentissimo nelle immagini, che riprendono meravigliosamente Roma (“la grande bellezza” è soprattutto questa) nelle sue strade e monumenti piene di storia, è ancora più potente nel ritrarre il personaggio di Jep Gambardella, il protagonista splendidamente impersonato dall’ormai universalmente acclamato Toni Servillo, che giunge al traguardo dei 65 anni con la sua vita mondana e superficiale. E’ il “re dei mondani”, Gambardella, organizzatore di feste incredibili sul suo attico milionario, circondato da un microcosmo di umanità varia, ma concorde nell’inseguire il suo ideale dannunziano di esteta del piacere. Ma un po’ alla volta, Jep comincia a sentire il peso di questa vita vacua e, senza farlo di proposito, comincia a cambiare, travolto dalla grande Bellezza, non quella superficiale che ha sempre inseguito, ma quella vera con la B maiuscola, che lo circonda nei meravigliosi monumenti e palazzi romani e nell’umanità profonda di alcune persone, con cui si trova per caso ad interagire. 

E’ un film sfarzoso ed eccessivo nelle immagini, che attraggono incredibilmente nell’estetica, ma anche nel simbolismo: sono in realtà la metafora della vita interiore di Jep, improntata all’eccesso e al piacere, ma sempre turbata dall’ipotesi che qualcosa di più grande gli stia sfuggendo. Il Regista riesce a infondere nello spettatore, attraverso un eccellente gioco di cineprese e montaggio, lo stesso condizionamento recondito che turba Jep, simboleggiato dalla meraviglia della Città eterna e delle sue strade, dalla smorfia di dolore di alcuni personaggi sofferenti o dal temperamento forte e incorruttibile di altri.

Gli italiani hanno sotto gli occhi una Grande Bellezza, estetica, artistica, morale, che da secoli li avvolge, ma preferiscono rimanere immersi in una società superficiale e mediocre. E’ questo il messaggio del film, ed è un messaggio che piace molto più all’estero che in Italia stessa; non è facile vedere i propri vizi per nessuno, soprattutto se da decenni si è alleati di essi, che impediscono a noi italiani di vedere la meraviglia di arte, storia, musica, valori di cui siamo immeritevoli “custodi”. Ma è una meraviglia che gli stranieri vedono eccome. E che, si spera, hanno visto anche i giurati dell’Academy Awards.

Una notizia importante: martedì 4 marzo Canale 5 trasmetterà in prima visione il film “La Grande Bellezza”, con la speranza di celebrarlo dopo la conquista della meritata statuetta!

Michele Piastrella

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