Recensione: “Noi 4” (Al Cinema delle Arti di Salerno)

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Dopo l’ottimo esordio di “Scialla”, Francesco Bruni, storico co-sceneggiatore dei films di Paolo Virzì, torna alla regia con “Noi 4”, in programmazione questa settimana a Salerno al “Delle Arti”. Il film è gradevole, non indimenticabile. E’una di quelle commedie che suggerisce delle riflessioni e che fa della semplicità dei dialoghi la sua forza.
La storia si svolge nell’arco di una sola giornata e, come suggerisce il titolo, i protagonisti sono i componenti di una famiglia che si incontrano e si scontrano più volte nel giorno dell’oltremodo atteso esame di terza media del più piccolo, Giacomo. I due genitori sono separati e i figli farebbero di tutto affinchè tornassero assieme. Il tema proposto da Bruni è proprio il legame con la famiglia che ognuno dei personaggi ha, nonostante le diversità e nonostante ognuno stia prendendo la propria strada.
Il film è lineare, forse anche troppo, e i personaggi volutamente stereotipati. Lara (Ksenia Rappoport) è ingegnere in carriera, che dirige i lavori della metropolitana di Roma. Calcolatrice, rigorosa e molto ansiosa, in contrapposizione evidente con l’ex marito, Ettore, interpretato da Fabrizio Gifuni in un ruolo per lui insolito. Ettore è il classico cialtrone, eterno bambino, senza un euro in tasca, senza voglia di lavorare, è privo di stress e quasi irrita lo spettatore per questo. Dorme a casa di un amico che si adopera anche per trovargli un lavoro in tv. I figli sono nettamente schierati: Giacomo dalla parte della madre, da cui ha preso serietà e diligenza, mentre la ventitreenne Emma è dalla parte del padre. I ruoli sono prestabiliti e le coppie ben chiare ma scavando nella caratterizzazione psicologica c’è qualcosa in più.
Lara, dietro la sua perfetta organizzazione, soffre e ha paura del passare del tempo e dello svanire della bellezza, traumatizzata dal fatto che Ettore l’ha tradita con una molto più giovane di lei. Emma, aspirante attrice teatrale, non sopporta l’ansia della mamma e adora invece la leggerezza del padre, pur conoscendone i difetti, e non a caso si innamora di un regista della stessa età del padre.
Per fortuna nella seconda parte del film i personaggi si vengono incontro e si svincolano così dalla rigidità dei loro ruoli, ma col buon gusto del regista di non farli passare all’estremo opposto e lasciando il finale aperto.

In programma al Cinema delle Arti (Via Pio XI, 45, Salerno – 089 221807) ore 18.00- 20.00-22.00

Paolo Di Mauro

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