Un’istanza pubblica per un’urbanistica partecipata

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Un’istanza pubblica avanzata da undici realtà cittadine all’amministrazione comunale, affinchè venga aperto un dibattito pubblico sulle trasformazioni urbane che stanno investendo Salerno: questo il procedimento presentato, oggi, presso l’EcoBistrot, in via Lungomare Colombo 23  Salerno.

Giuseppe Buono, Giampaolo Lambiase e Gianluca De Martino, tre rappresentanti dei gruppi aderenti, hanno spiegato l’iniziativa sottoscritta da: Agorà, Civico 70, Comitato Acqua Pubblica Salerno, Comitato Salernitano per la Pace ed il Disarmo, Coordinamento Libero Grassi, Laboratorio 20, Legambiente Salerno, Movimento Decrescita Felice, NO Traforo, Per Salerno Partecipazione Responsabile, SOS Utenti Consumatori Salerno.

In particolare, si trata di un documento che chiede un confronto attivo sul progetto firmato dalla società Salerno Sviluppo Centro che prevede la costruzione di dieci edifici da destinare a residenze, un raccordo tra la cittadella e la stazione, assicurato da un parco di fruizione pubblica in cui saranno trasferiti il terminal bus e i taxi, un collegamento tra via Diaz e la Lungoirno destinato al transito di auto, bus e taxi. Nel piano anche tre parcheggi interrati su due livelli previsti a Piazza della Concordia, Piazza Vittorio Veneto e presso la Cittadella Giudiziaria. Per un totale di circa 2.700 posti disponibili. E, ciliegina sulla torta, una torre di 30 piani in gran parte destinata ad albergo.

Giuseppe Buono, ha sottolineato che la visione della città  prevedeva “non un unicum bensì un insieme dei diversi quartieri in grado di dialogare con reciprocità, ognuno con la sua storia, con la sua identità culturale e soprattutto tutti con pari dignità sociale” e che quindi, visti i risultati completamente opposti, il patto stipulato con i cittadini, con la quale si è cominciata l’esperienza di trasformazione urbana, è stato definitivamente tradito.
Gianluca De Martino ha, poi,  evidenziato che per avviare un reale confronto con la cittadinanza non sono sufficienti gli eventi o l’illustrazione dei plastici tenendo a precisare che i gruppi aderenti però non vogliono rappresentare un comitato del no bensì una rete di associazioni che intende avanzare proposte e soluzioni. “In Toscana, in Emilia Romagna, in altri paesi europei – prosegue De Martino – ci sono strumenti e processi che disciplinano tempi e forme per fare in modo che  i cittadini possano partecipare alle scelte relative alle grandi opere edili. A Salerno si continuano a costruire case ma la popolazione in questi anni è diminuita ed inoltre c’è un patrimonio immobiliare inutilizzato che, se reso disponibile, andrebbe a risolvere i bisogni abitativi delle famiglie, dei meno abbienti e delle giovani coppie”.

Lambiase, infine, aggiunge che “si sta costruendo senza alcuna programmazione e ci sarebbe bisogno di un piano di attuazione . Le priorità devono essere due, da un lato tenere conto dell’esigenza della popolazione, dall’altro della sostenibilità ambientale come volàno di sviluppo. Il calo demografico a Salerno non pone come bisogno prioritario la costruzione di nuove unità abitative. In altre città italiane i piani di sviluppo urbanistici sono concepiti con obiettivi di crescita zero per quanto riguarda nuovi volumi e nuovi interventi di cementificazione. La storia di questi anni è storia di edilizia contratta con i privati. Una città però non si può sviluppare solo sulla base delle disponibilità finanziaria dei privati; per non tradire l’identità ed i bisogni reali non  si può immaginare di consentire nuove opere solo perché ci sono soldi da investire da parte di imprese e consorzi di imprenditori. Per questo motivo riteniamo che la partecipazione dei cittadini rappresenti uno strumento essenziale per evitare derive, per valutare la coerenza degli strumenti urbanistici e le proposte di interventi avanzate dai privati, per preservare e valorizzare l’identità della città”.

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