Ladri di ghisa: decine di tombini spariti in via del Belvedere

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Il primo pensiero che viene in mente è che si tratti di qualche marachella organizzata da un gruppo di ragazzini annoiati, ma dopo la sparizione di oltre una ventina di tombini e griglie di metallo che ricoprono i pozzetti di linea delle fognature, all’interno della piccola area verde ubicata in via del Belvedere a Salerno, si è aperta la caccia al ladro.

Con grande stupore dei residenti della zona, infatti, durante il fine setimana si sono volatilizzate almeno due dozzine di griglie, una dopo l’altra, senza che nessuno sia riuscito ad avvistare gli autori del clamoroso furto.

“Come hanno fatto senza essere visti da qualcuno? Sembrerebbe siano ben organizzati per eludere la gente che li osserva, ma ora – annunciano gli habituè di via del Belvedere – tutti prestano maggiore attenzione a ciò che succede in questa strada”.

Il tombino. Quello che comunemente viene chiamato tombino, in realtà prende il nome di chiusino ed è il coperchio, solitamente circolare o rettangolare, dei pozzetti di linea di acquedotti, di fognature o di quelli a servizio delle linee elettriche e telefoniche. Possono essere realizzati anche in acciaio, ma indubbiamente il materiale più diffuso è la ghisa, di tipo lamellare o sferoidale. Solitamente hanno un peso che oscilla tra i 50 ed i 70 chilogrammi.

La guerra dei chiusini. Sembra assurdo, ma questa nuova moda è in grado di creare non pochi problemi alle amministrazioni:

  • Problemi economici che riguardano l’esborso da sostenere per porre rimedio a questi furti: sommando il costo del riacquisto e della manodopera, la sostituzione di un tombino arriva a costare, alle amministrazioni locali, circa 200 euro a pezzo.
  • Problemi di sicurezza: è evidente che un tombino senza coperchio, qualora questa mancanza non venga segnalata repentinamente, possa rappresentare un notevole problema all’incolumità di ciclisti e motociclisti, oltre al rischio che qualche bambino poco accorto possa finirci dentro.

Il tentativo dei ladri. Se per il rame c’è ancora una nicchia di mercato che consente di guadagnare qualcosa dalla rivendita di oggetti rubati, per la ghisa risulta veramente difficile poter ottenere dei profitti semplicemente asportando tombini. La maggior parte delle aziende non trattano ritiri di ghisa con privati e si affidano direttamente ai rottamai, esigendo comunque un’appropriata documentazione del materiale ricevuto. Gli unici sbocchi per i ladri sono la rivendita a piccoli rottamai che, pur di guadagnare, sono disposti a caricarsi l’onere e la responsabilità di accogliere la ghisa.

Il valore della ghisa. La ghisa ha una quotazione, seppur variabile, di 500 euro alla tonnellata e cioè di 0,5 euro al chilo. A questo punto facendo un rapido conto possiamo sostenere che il furto di un tombino di ghisa possa valere, per i ladri, al massimo 3-4 euro.

 E l’amministrazione comunale?. Attualmente i tombini mancanti non sono ancora stati sostituiti, forse proprio a causa del costo elevato dei chiusini. Si è, semplicemente, proceduto a recintare le aree pericolose con nastri e transenne.

 

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