Boom di visitatori, ma senza servizi – il paradosso di Salerno

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Migliaia di visitatori hanno affollato Salerno a Pasqua e Pasquetta, provenienti soprattutto dalla Campania, ma anche dal resto d’Italia e dall’estero. Il merito è principalmente della “nomea” che da qualche anno circola in relazione alla città, ritenuta bella e vivibile, quasi un’oasi di civiltà in un contesto considerato in più parti degradato quale la Campania.

Il brand “Salerno” si diffonde sempre di più. Il problema è che allo stato attuale, essenzialmente, si tratta di uno specchio per le all0dole.

Oltre a qualche albergo e bed&breakfast che negli ultimi anni si è aperto in città, dal punto di vista dei servizi per il turismo Salerno rientra pienamente nella categoria di “città in degrado”.

Assenza quasi completa di autobus e trasporto pubblico (la metro è stata sospesa il 31 marzo scorso), negozi chiusi nei giorni festivi, carenze nella segnaletica stradale in inglese, lacune incredibili nell’uso dell’inglese da parte dei salernitani (in una città che vuole essere turistica gli operatori commerciali devono conoscere a fondo l’uso di almeno una lingua), assenza di guide turistiche presso i monumenti, chiusura di alcuni importanti monumenti.

Qualcuno potrebbe obiettare: tanto è stato fatto negli ultimi anni per la città…

Rispondiamo: se tanto è stato fatto, non è nel settore del turismo; è per il cittadino, per il suo quartiere oggi ben tenuto, illuminato e pulito, che, di conseguenza, colpisce anche il visitatore in gita a Salerno (è così che si è diffusa la nomea di cui parlavamo poc’anzi).

Ma il turismo è un’altra cosa. Facciamo un parallelo con le attività industriali. Esiste una materia prima (che deve essere di buona qualità), esiste la trasformazione della materia prima (che deve essere fatta con competenza, per renderla un “prodotto”) ed esiste la distribuzione del prodotto (che deve essere fatta con dovizia, competenza ed in materia capillare).

Se riflettiamo attentamente, a Salerno manca il secondo anello della catena, la “trasformazione” in “prodotto turistico”. Esiste una materia prima che è stata perfezionata (la città ben tenuta in molte sue zone) ed esiste paradossalmente una distribuzione e propaganda di tale materia prima (un po’ in tutta Italia, con il passaparola e con varie attività di sponsorizzazione del brand Salerno). Ma non esiste poi un prodotto “turistico”.

Ovvero, non esistono tutti quei servizi strettamente turistici che trasformano una bella località in sito turistico. Una località turistica, per fare un esempio, punta decisamente sui giorni di festa (durante l’anno, come la recentissima Pasqua, o in estate) per la sua programmazione. A Salerno accade il contrario: i negozianti programmano la chiusura per le festività, gli autobus riducono o annullano il servizio, i ristoranti fanno orario ridotto, il personale dei musei è ridotto, le guide turistiche vanno in vacanza.

E poi: chi fa conoscere ai turisti i sapori, l’arte, le bellezze della nostra città? Dove sono degustazioni, eventi culturali, mostre?

Ma non rimaniamo sul periodo pasquale, proiettiamoci alla prossima estate: il mare rimarrà probabilmente sporco, le spiagge libere prive di servizi (spogliatoi, punto docce, bagnini, etc.), i trasporti insufficienti, i negozi chiusi nella settimana di ferragosto e di domenica, gli spettacoli sporadici nel comune capoluogo (basta spostarsi in Irpinia per assistere a tantissimi concerti, molti dei quali gratuiti), l’uso dell’inglese e la cartellonistica ancora poco diffusi, le guide turistiche non presenti presso i monumenti ma da contattare a parte. Intanto, già dalla settimana di Pasqua stanno arrivando le prime navi da crociera: risultato eccezionale l’aver reso Salerno un approdo per compagnie come Royal Caribbean, MSC o Costa, se non fosse che, per l’appunto, si tratta solo di un “approdo”. La maggior parte dei turisti “usano” Salerno come un attracco per andare a Pompei in autobus o ad Amalfi in traghetto (tra l’altro quest’anno la sosta al porto di Salerno dura di più). I turisti che rimangono in città, solitamente i meno facoltosi, sono costretti a vagare in maniera confusa e disorientata per la città deserta, priva di indicazioni e di anglofoni, con il mare e le spiagge sporche che di certo non suscitano il desiderio di farsi un bagno.

Salerno è per molti aspetti ancora una città provinciale e, come tutte le città provinciali, pecca di presunzione: non valorizza se stessa e la  propria tipicità, ma intanto pensa di poter conquistare il turismo solo con la propria bellezza. Purtroppo di una donna bella, ma piena di difetti ci si stanca velocemente….

Un pensiero riguardo “Boom di visitatori, ma senza servizi – il paradosso di Salerno

  • 24 aprile 2014 in 8:16
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    Ho incontrato anche qualche turista che mi ha chiesto se fosse possibile noleggiare bici ed ho indicato loro la ipotetica postazione di piazza della Concordia. Nel frattempo ho osservato le spiagge libere ricolme di spazzatura e detriti. Questa non è una città turistica ed anche ai cittadini mancano i servizi soprattutto per piccoli che non dispongono di spazi fruibili come parchi o altro. Senza parlare della totale assenza di biblioteche di quartiere

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