Nuove fonti di energia: l’Università di Salerno capofila UE per le celle a combustibile

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Cesare Pianese è un docente di “Sistemi energetici” presso l’Università di Salerno e coordina il progetto “D-CODE”. Tale sigla indica una sperimentazione europea, di cui l’UNISA è capofila in Europa, che valuta la fattibilità di uso delle “Celle a combustibile” alimentate a idrogeno quali fonti di energia alternativa.

Il progetto era partito a marzo 2011 e sta per concludersi; è stato finanziato con 1,17 milioni di euro dai fondi europei per la ricerca. Hanno lavorato alla sperimentazione, oltre ai laboratori dell’Università di Salerno, anche partner francesi, tedeschi e danesi.

Com’è noto, l’idrogeno può essere un’importante fonte di energia alternativa, in particolare per i motori con “celle a combustibile”. Ma sinora la sperimentazione in tal senso è rimasta piuttosto ferma a determinati settori: ad esempio l’idrogeno è utilizzato nelle navicelle spaziali, ma non in veicoli di uso comune. Invece, l’idrogeno potrebbe essere una fonte di energia economica e pulita per cellulari (che potrebbero funzionare con una singola fiala di irdogeno per un lungo periodo) e computer portatili, sostituendo le grosse batterie oggi utilizzate. Per utilizzare l’idrogeno quale fonte di energia, è necessario utilizzare sofisticate apparecchiature dette “celle a combustibile”, specie di generatori che producono energia elettrica (oppure calore) dalla combustione tra idrogeno e ossigeno.

Spiega il professor Pianese: “L’obiettivo di effettuare questa diagnosi per garantire efficienza e prestazioni delle celle è importante dal punto di vista industriale e non era stato ancora affrontato. Il nostro studio esamina la problematica della diagnosi delle celle a combustibile, usate in applicazioni automobilistiche e stazionarie. In particolare, l’applicazione più diretta riguarda i sistemi di back up delle centrali telefoniche, che si trovano spesso in montagna. Rispetto alle batterie tradizionali è emerso che le celle a combustibile danno più garanzie in termini di servizio.” Per quanto riguarda l’inquinamento, dal progetto è risultato che la quantità di anidride carbonica emessa dalle celle a combustibile è più bassa rispetto ai sistemi più tradizionali. Le celle a combustibile, testate con successo sulle centrali telefoniche, potrebbero essere applicate anche alle automobili, garantendo maggiore efficienza e minore inquinamento.

Michele Piastrella

 

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