Palazzetto dello sport – il lugubre scheletro in cemento di un cantiere senza fine

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Accedendo sul sito internet del Comune di Salerno si può facilmente leggere come “Il nuovo Palazzetto dello Sport di Salerno stia sorgendo nei pressi dello Stadio Arechi, in un’area della città destinata a diventare un vero e proprio parco sportivo, in prossimità dell’ampio fronte di mare del litorale cittadino. La zona è già servita da ampi parcheggi ed è ben collegata alla rete autostradale, grazie al vicinissimo raccordo della tangenziale”. Purtroppo, così come per altre “grandi opere” promesse da decenni dalle amministrazioni comunali della nostra città, tra il pronunciare annunci altisonanti con tanto di inaugurazioni di parti limitate delle strutture e il successivo completamento dell’intera opera c’è un mare di rinvii, ostacoli di varia natura e fallimenti delle aziende preposte alla realizzazione di queste costruzioni “eterne incompiute”.

Mentre dopo alcuni anni si è riusciti finalmente a realizzare la ristrutturazione del Campo Volpe, adiacente lo stadio Arechi, assegnandolo tramite fitto alla U.S. Salernitana 1919, per quanto riguarda il completamento dell’altra grande opera da consegnare all’intero mondo dello sport salernitano, il Palazzetto dello Sport o semplicemente “PalaSalerno”, c’è da attendere ancora chissà quanto altro tempo.

Assegnata dall’amministrazione del sindaco Mario De Biase con contratto di appalto il 14 marzo 2005 in ATI (Associazione Temporanea di Imprese) alla Delfino Costruzioni S.r.l.-C.I.E.L S.p.A per l’importo contrattuale di 15 milioni di euro, l’edificazione dell’importante struttura ha subito visto numerose battute d’arresto fino alla delibera comunale numero 388 del 3 aprile 2009 nella quale si prese d’atto che l’azienda non aveva provveduto al pagamento di stipendi agli operai e non aveva rispettato il contratto con l’amministrazione, sospendendo arbitrariamente i lavori. Eppure lo scheletro in cemento del Palazzetto dello Sport cittadino progettato dall’architetto Tobia Scarpa fa bella mostra di sé (si fa per dire) sul litorale salernitano, poco prima del cinema multisala “The Space” e dello stadio Arechi.

“L’opera risponde anzitutto all’antica aspirazione della città di Salerno di dotarsi di una struttura innovativa per la pratica degli sport del panorama olimpico e dei cosiddetti sport minori quali basket, pallavolo, pallamano, hockey su pista, equitazione indoor, atletica, scherma, arti marziali. Sarà un impianto di rilievo internazionale capace di ospitare eventi agonistici, ma anche convention, concerti, sfilate di moda, mostre ed esposizioni”, prosegue enfaticamente il sito del Comune di Salerno. Tutte queste realtà sportive citate, realtà spesso etichettate come “sport minori” rispetto al principale mondo calcistico, ma in realtà frutto di esperienze importantissime e vitali per la nostra città, devono continuare ad arrangiarsi nelle altre strutture attualmente esistenti che sicuramente non sono all’altezza del disegno tanto conclamato di “Città Europea” promesso da anni ai salernitani.

Durante una conferenza stampa del 28 dicembre 2013 , il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca ha sottolineato di voler “ridefinire il progetto del Palazzetto dello Sport, che si è interrotto a causa del fallimento dell’impresa che si era aggiudicata la gara”.Il primo cittadino ha poi continuato: “quel progetto prevedeva una copertura di due anelli metallici enormemente costosi, un progetto figlio di altri tempi. Abbiamo deciso di elaborare un piano preliminare che si riduca all’essenziale. L’essenziale significa salvaguardare quello che abbiamo realizzato in termini strutturali e realizzare una copertura, la più semplice possibile, che consenta l’accoglienza di 7-8000 spettatori per attività sportive ma anche per attività spettacolari. Sarebbe, se ci riusciamo, il più grande impianto che abbiamo a sud di Roma (Roma compresa). La cosa interessante è che, come vedrete, ci sono piccoli impianti tipo il PalaSele che riescono a dar vita ad una programmazione anche di attività culturali e spettacolari di grande interesse. Avere una struttura di queste dimensioni significa poter attivare un altro circuito di iniziative spettacolari, soprattutto per il turismo nella nostra città con presenze di livello internazionale”.

Il 14 marzo scorso, infine, l’amministrazione comunale ha cominciato a sondare la possibilità di rivedere il progetto per poterlo completare anche modificando e riducendo il suo impatto. Questa ipotesi però sta suscitando numerose perplessità e ora si potrebbe ipotizzare addirittura un azzeramento generale dell’intera opera per accedere ai finanziamenti del Credito Sportivo. Nonostante il dibattito in corso rimane l’evidenza di un’opera importante per la città di Salerno, la cui costruzione è avviata ormai da quasi dieci anni, di cui però i cittadini salernitani possono ammirare soltanto un lugubre scheletro in cemento.

Luigi Narni Mancinelli

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