AmoR RomA, viaggio nelle meraviglie della capitale – “Da quassù tutto vedo”

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DA QUASSU’ TUTTO VEDO

E’ il tardo pomeriggio di una domenica di fine estate e decido di andare a rifocillarmi nel più alto dei colli romani, il Gianicolo.
Teatro di aspre battaglie durante il Risorgimento, adesso è luogo tranquillo e ricco di vegetazione.
Vi sono due modi per raggiungere la cima: il primo, più facile e meschino, è imboccare il sottopassaggio che congiunge Piazza San Pietro alla sommità dell’altura; il secondo, sicuramente più faticoso in termini di forze fisiche ma certamente più appagante dal punto di vista panoramico, è percorrere a piedi la Via del Gianicolo.
Avendo deciso per la seconda, constato da subito l’effettiva ripidità della salita: vi confermo che è indubbiamente il passo più elevato di Roma!
Cammino lungo la Passeggiata del Gianicolo.
La stanchezza inizia a farsi sentire, tanto che quasi non mi accorgo di quello che passo passo si sta svelando alla mia sinistra: oltre gli alberi, nascosta tra le foglie miste a fiori profumati, scorgo la quasi timida cupola di San Pietro, forse ignara della sua magnificenza, far da spalla al monumento più imponente di Roma, l’Altare della Patria.
Decido di scattare una fotografia, con il consenso del soggetto che appare alla destra.

Gianicolo - gabbiano
Com’è solita fare, anche stavolta Roma riesce a stupirmi: alla mia destra, mi imbatto nel Monumento a Giuseppe Garibaldi. La statua raffigura l’eroe a cavallo e pensate un po’, fu inaugurata il 20 settembre, proprio il giorno in cui nacqui io, sì, ma del 1895, ovvero 97 anni prima! Realizzata da Emilio Gallori, ha trovato poi la collaborazione di Ettore Ferrari, che fece aggiungere, sui gradini del basamento a destra, una corona, simbolo della Massoneria alla quale apparteneva Garibaldi stesso.
Ma il monumento equestre appena descritto è solamente un preambolo di tutti i busti che si troveranno di lì in avanti, raffiguranti patrioti italiani e stranieri, che hanno combattuto ,con le armi o con la parola, durante il Risorgimento, per l’unificazione dell’Italia.
Uno fra tutti, il monumento a busto di Gustavo Modena, facilmente riconoscibile durante le prime sequenze del film “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino. Fermamente convinto del fatto che l’attività teatrale vada intesa come mezzo di elevazione e di liberazione morale dell’individuo, Gustavo Modena è considerato uno dei migliori attori del diciannovesimo secolo.
Continuando a scorrere mentalmente le scene di incipit del film ricordo il canto lirico delle donne fare da accompagnamento all’immagine del Fontanone dell’Acqua Paola.
Ma dove sarà mai? Le cose belle si fanno attendere, continuavo a ripetermi.
Infatti è proprio nel punto in cui Via Garibaldi raggiunge la sommità del Gianicolo dove si trova La Fontana.
Come mostra il film vincitore del Premio Oscar, la fonte dà sollievo e refrigerio ai lavoratori stanchi a causa della fatica e del caldo mentre un tempo rendeva autonomia idrica a tutte le zone situate alla destra del Tevere.

La Fontana - Grande Bellezza

E’ un monumento che parla da sé, non ha bisogno né delle guide che ne spieghino la peculiarità, né delle coriste che tentino di dar voce allo scorrere incessante delle acque.
Sta lì, questo ermafrodite, unione di marmo e vegetazione, imperando e dominando sfacciatamente tutto ciò che gli sottostà.
“Il viaggio che ci è dato è interamente immaginario.

Basta chiudere gli occhi.

E’ dall’altra parte della vita.”   – Luis-Ferdinand Céline

Elisa Farina

2 pensieri riguardo “AmoR RomA, viaggio nelle meraviglie della capitale – “Da quassù tutto vedo”

  • 4 luglio 2014 in 13:06
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    Grande! Brava Elisa, mentre ti leggo viaggio davvero e nel modo più bello perchè senza limiti: con gli occhi della mente e le emozioni del cuore. Continua a favorire i miei e nostri viaggi. Vedremo ed impareremo tante belle cose insieme! Buon lavoro
    Iolanda

    Risposta
  • 24 giugno 2015 in 13:48
    Permalink

    Ti ho conosciuto oggi in Biblioteca..ho capito subito che sei una persona speciale, fin dalla tua prima parola. Vale la pena di lavorare qui solo per le persone che incontri, per le persone come te che trasmettono emozioni, complimenti per quello che scrivi, spero di rivederti presto Roberto.

    Risposta

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