1914 – 2014 Scuola “Giacinto Vicinanza”: un secolo di storia raccontato dai suoi alunni

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La Scuola “Giacinto Vicinanza”, dallo scorso settembre diventato Istituto Comprensivo “Vicinanza – Pirro”, per la fusione con la scuola secondaria di 1° grado “Pirro”, è una vera e propria istituzione a Salerno. Sarà perché si trova in una zona centrale, corso Vittorio Emanuele è il fulcro della vita cittadina, sarà perché è una scuola frequentata da figli delle classi medio-alte, sarà per la validità del personale docente, sarà perché è stata una delle prime scuole edificate a Salerno, certo è che, ormai, fa un po’ parte della storia dei cittadini salernitani, almeno per quanto riguarda gli abitanti del centro. Ebbene, questo simbolo della nostra città ha compiuto 100 anni, celebrati lo scorso 16 maggio con una cerimonia al Cine Teatro Augusteo, durante la quale si sono alternate le testimonianze di alunni e operatori che l’hanno frequentata. Il dirigente scolastico Mario Montera, in quell’occasione ha affermato: “Per tante generazioni di salernitani la ‘Vicinanza’ occupa un posto significativo nella storia della città, non si limita a dare solo un’istruzione, ma anche a comunicare e costruire insieme. È nella scuola che si forma la comunità, ed essa, con il suo valore e i suoi insegnamenti costituisce il valore educativo delle future generazioni”.

Le parole del dirigente Montera sono state condivise appieno dalla docente della scuola primaria Angela Iannone, la quale con le sue classi, la III D e III E, ha allestito un’interessante mostra-spettacolo dal titolo significativo “100 anni della nascita della scuola Vicinanza”, inserita nel ricco programma dell’edizione 2014 di Salerno Porte Aperte – La scuola adotta un Monumento, in corso  fino a sabato 7 giugno.

Il lavoro svolto dalla ‘maestra’ Iannone con i suoi alunni, è frutto di un’attenta ricerca, corredata da foto e documenti d’epoca, punta a valorizzare principalmente l’attività didattica e pedagogica degli anni ’50 (nel 1950 è avvenuta la titolazione della scuola a Giacinto Vicinanza, Capitano del 47° Regio Reggimento, eroe di guerra decorato con medaglia d’oro al valore, morto nel giugno del 1916 a S. Martino del Carso). Tra i documenti è esposta una foto del 1907, raffigurante l’allora piazza Mercato, dove sarebbe poi sorto l’edificio ospitante il 1° Circolo.

Il percorso della memoria si snoda con la rappresentazione di 2 scenette, ambientate proprio negli anni ’50, quando esisteva la suddivisione in classi maschili e femminili; nella prima scenetta le 2 piccole protagoniste svolgono i lavori domestici (si viveva in un’epoca in cui erano ancora poche le bambine che completavano il ciclo delle scuole elementari), i 2 maschietti sono, invece, in classe, ma anche qui c’è il bambino che non può continuare a studiare e il bambino che avrà possibilità di crescita e apprendimento. Il cammino prosegue con l’esecuzione di 4 canzoni, di forte impronta didattica, come “Lorchè la colombaia”, risalente ai primi del ‘900, cantata dalla mamma alla piccola Angela Iannone, seguiranno “Quel mazzolin di fiori” (1950) e la notissima “Pappa col pomodoro”, scritta nel 1965 da Lina Wertmüller su musica di Nino Rota, cantata da una giovanissima Rita Pavone, nei panni (maschili) di Gianburrasca, il ragazzino combina guai creato da Vamba, personaggio che rifletteva lo stile di vita del tempo. Tutte queste canzoni sono accompagnate da un pianoforte proprio di quel tempo, mentre l’Inno Nazionale sarà cantato a cappella dagli alunni della III D e III E.

Tra le tante immagini esposte, molto interessante l’Abbecedario, con le sue figure disegnate a mano, i suoi colori vividi e caldi, ci riporta e, forse, ci fa conoscere, dei mestieri ormai scomparsi. Simpatiche anche le poesie ‘inventate’ dagli alunni, trascritte sulle pagine di un libro del 1955, curioso il libriccino con illustrazioni risalente al 1925. E ancora immagini di aule, banchi, arredi, quaderni, pagelle, temi, ci riportano in un tempo nel quale anche le punizioni corporali facevano parte del programma educativo, così diverso da quello attuale.

La mostra allestita nell’aula magna dell’Istituto Comprensivo “Vicinanza – Pirro”, sul corso Vittorio Emanuele, sarà visitabile nell’orario di apertura del plesso scolastico.

Al dirigente Mario Montera il compito di illustrare la storia di questo secolo di attività della Vicinanza, che sarà racchiusa nella prossima pubblicazione di un volume. “Il progetto di costruzione dell’edificio risale al 1908, in quella che all’epoca si chiamava piazza Mercato, nel 1912 sono stati iniziati i lavori di quella parte prospiciente il corso Garibaldi, diventata poi sede del Tribunale, terminati nel 1914 quando la scuola è stata aperta all’istruzione. Solo nel 1936 è stata realizzata la struttura che ancora oggi ospita la scuola; poiché si accresceva il numero dei ragazzi che andavano a scuola necessitava avere una nuova struttura per contenere tutti questi alunni, a quegli anni risale anche la costruzione della scuola “Barra”: L’intitolazione a Giacinto Vicinanza, eroe della Grande Guerra, è del 1950”.

Questa scuola è sempre stata vicina ai salernitani: nel 1954 ha accolto fra le sue mura i numerosi senzatetto dell’alluvione, così come gli sfollati del terribile terremoto del 1980, fino a subire l’occupazione del 50% dei suoi spazi dalle sezioni del Tribunale. Eppure continua ad essere una scuola ambita: con l’aggregazione della scuola media “Pirro” che l’ha trasformata in istituto comprensivo (infanzia, primaria e secondaria di 1° grado), è diventata, se non la prima, sicuramente la seconda scuola per numero per numero di alunni della provincia di Salerno. Si tratta dunque di un dato in controtendenza con i parametri cittadini e provinciali, dove si assiste a un ‘arretramento’ delle iscrizioni soprattutto nelle medie, mentre la scuola primaria della Vicinanza ha registrato una crescita notevole rispetto agli anni precedenti, arrivando ad avere in questo anno scolastico, ormai terminato, 11 sezioni con 28 alunni per classe e una lista d’attesa. “C’è bisogno di spazio per creare nuove sezioni – continua il dirigente Montera – purtroppo resta l’incognita rappresentata dallo spostamento degli uffici del tribunale alla cittadella giudiziaria, infatti per il prossimo anno si prevede il doppio turno per la scuola primaria, nonostante in occasione dei festeggiamenti ufficiali tenuti lo scorso 16 maggio all’Augusteo, sia stato chiesto all’amministrazione comunale di intervenire per la restituzione parziale di qualche locale”. Nonostante le tante carenze strutturali riguardanti gli infissi esterni, l’impianto di illuminazione, l’annosa mancanza di spazi (che hanno comportato, ad es., lo smembramento del laboratorio di scienze con le teche distribuite nei corridoi) e l’impossibilità di offrire il tempo pieno proprio per la mancanza di un locale nel quale allocare una mensa scolastica o dei laboratori, al momento sono presenti solo un laboratorio di musica e un‘aula informatica, la Vicinanza resta una scuola ambita. Perché? chiediamo. Sono tante le concomitanze che la rendono ‘attraente’ anche per chi abita lontano dal centro. Intanto, c’è da dire che col nuovo anno scolastico si passerà da una scuola di tipo tradizionale a una scuola più tecnologica sia nella scuola dell’infanzia sia in quella primaria; c’è da dire ancora che “questa scuola ha sempre accolto i figli dei ceti medio-alti, i quali sono già fortemente istruiti da parte delle famiglie, dei mezzi di comunicazione di massa, dell’ambiente circostante, ci sono docenti di valore, le insegnanti ‘nonne’, non più giovani, ma capaci di garantire esperienza e conoscenza dei comportamenti e della didattica, a continuazione del percorso pedagogico-formativo. È una scuola sempre attenta verso le problematiche dei suoi allievi, normodotati e diversamente abili, senza dimenticare i bambini stranieri, il cui numero è abbastanza contenuto, figli per lo più di badanti, abituati a vivere in un determinato ambiente”.

Indubbiamente la scuola Vicinanza gode di un’immagine sostanzialmente positiva nell’opinione pubblica, favorita dall’attenzione che l’attuale dirigenza scolastica e il corpo docente ha nei confronti delle attività extrascolastiche, promuovendo la cultura e mettendola al servizio del territorio. Perché la cultura è anche interscambio di idee, progetti, iniziative e spazi.

 

Imma de Agostinis

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