“L’accarezzatrice” – i disabili e il sesso nel libro di Giorgia Wurth, presentato a Salerno

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Si è riempita in poco tempo, oggi, la sala del Comune di Salerno. Erano tutti curiosi di vedere, in carne ed ossa, il coraggio negli occhi di Giorgia Wurth e nel suo libro dal titolo “L’accarezzatrice”. Lei, autrice un po’ ligura e un po’ svizzera, tra il consigliere comunale Gianluca Memoli e il sindaco Vincenzo De Luca, ha illustrato per un’ora, le differenze di vedute tra l’Italia e l’estero, riguardo all’assistenza sessuale in favore dei disabili.

Un argomento che sconcerta il bigottismo e, che è addirittura una battaglia legale in Germania, Svizzera, Danimarca. La platea è stata entusiasta dell’incontro, attenta al tema perché non si parlava di fantasia erotica ma, semplicemente, di persone, psicologi e professionisti, che, insieme, possono aiutare il disabile ad aprirsi al sesso in modo dolce e amorevole. In genere, si preferisce reprimere il suo bisogno di sesso: non c’è vergogna in chi si avvicina al disabile per ragioni mediche, sanitarie ,religiose, ma per altro, lui è lasciato solo nelle sue esigenze fisiche insoddisfatte.

La società non si fa carico della felicità di nessuno ma è bravissima a divulgare una certa cultura dell’assistenzialismo ai deboli senza parlare mai di ciò che a loro manca per realizzarsi come individui. Questo problema è lasciato alle famiglie che, spesso, sono chiuse, incapaci di comprendere l’intimità ferita del disabile o il rifiuto, l’indifferenza sessuale che la maggior parte degli altri nutre per lui. Ed ecco che accadono cose oscene lì dentro, come l’incesto, ben raccontato nel libro. Non si crederebbe mai a un incesto per dare affetto, ma c’è sempre da imparare nella vita quando accadono certi problemi irreparabili. Il disabile gay è sconvolgente, la donna che chiama l’assistente sessuale per il compagno disabile, farebbe drizzare i capelli a un normodotato, invece, tutto è scolpito lucidamente sulle pagine reali di questo testo che invita a non prendere in giro la sensualità che si cela dietro l’handicap.

Il consigliere comunale Gianluca Memoli ha espresso la sua verità per esperienza diretta, essendo un diversamente abile. Anche il sindaco è rimasto colpito dalle storie del libro perché non si era mai soffermato a capire quanto reale fosse la frustrazione sessuale di certe persone per colpa di una malattia che allontana per sempre le emozioni degli altri. Anche l’autrice ha parlato dell’arretratezza del nostro Paese verso il disagio sessuale dei piu’ deboli. Un aiuto concreto, allora, potrebbe venire, per loro, solo da specialisti, professionisti i quali, però, devono superare il muro contrario, a volte, di un ambiente sociale che tanto familiare non è. In platea, c’erano giovani disabili i quali hanno avuto la possibilità di raccontare le loro frustrazioni con l’auspicio che venga fatta maggiore attenzione, in città, anche verso questo aspetto delle loro problematiche affinché, istituzionalmente, la loro voce si trasformi in un aiuto da accarezzare non solo con mano.

Annalisa Miceli

Un pensiero riguardo ““L’accarezzatrice” – i disabili e il sesso nel libro di Giorgia Wurth, presentato a Salerno

  • 5 giugno 2014 in 21:43
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    Dato che mi sto documentando anche umanamente per scrivere una storia d’amore di cui uno dei protagonisti è disabile, spero non sia fuori luogo il mio intervento.
    A mio parere, il problema non si può risolvere così: questo approccio non serve ad altro che a ridurre alla stregua di oggetti sia chi riceve l’ “aiuto sessuale” sia a chi lo dà. Questa è vera e propria prostituzione, e provoca profonde ferite dall’una e dall’altra parte.
    Sono convinta anche io che non bisogna vedere chi è disabili come asessuato, ma proprio per questo, avrebbe bisogno di un clima attorno a lui che possa permettergli di pensare a se stesso come ad un uomo o una donna, come tutti gli altri, che si possa innamorare e di cui ci si possa innamorare. E’ semplice liquidare il tutto con una “prostituta” addetta al disabile, piuttosto che far capire alla gente che i disabili sono uomini e donne, con una loro affettività, che non sono un peso, sono persone come le altre di cui ci si può innamorare, e (perché no?) con cui ci si può anche sposare e metter su famiglia. Gli esempi non mancano:
    http://invisibili.corriere.it/2012/03/14/se-la-coppia-e-diversa-l%E2%80%99amore-contrastato-fra-chi-e-disabile-e-chi-no/

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