La Metropolitana di Salerno riapre il 22 giugno – ma è ancora incompleta

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E’ rimasta chiusa per quasi tre mesi, precisamente dallo scorso 31 marzo quando l’ultima corsa della sera (alle 22.15) partì dalla stazione centrale.

La Metropolitana di Salerno, per i più critici denominata “servizio ferroviario urbano” (non ritenendola degna di tal nome), riaprirà domenica 22 giugno.

Lo ha comunicato Stefano Caldoro, governatore della Regione Campania, precisando che l’ente da lui presieduto si è interessato in maniera concreta per la riattivazione del servizio, più volte richiesta dal sindaco di Salerno Vincenzo De Luca e da vari esponenti istituzionali salernitani, nonchè da numerosi cittadini.

De Luca era arrivato ad aprire un contenzioso giudiziario con la Regione, dopo la triste scoperta dei primi furti di rame perpetrati nelle stazioni della metro, parlando di “decisione folle” di chiudere il servizio e di inspiegabili ritardi nella riapertura. All’indomani della notizia della riapertura, De Luca, candidato alle regionali 2015 per la carica di governatore, esprime ironicamente la propria soddisfazione, rifilando ulteriori frecciate a Caldoro, suo avversario politico: ““Riaprono la metropolitana, bene. Ma la domanda è: perché l’avete chiusa? Visto che non è cambiato nulla rispetto al passato perché non ci spiegano le ragioni che hanno appiedato 7000 persone al giorno?” – ha detto, nel corso di in comizio a sostegno di Gianfranco Valiante, candidato sindaco per il PD a Baronissi, poi eletto primo cittadino.

Al di là della politica, la Metropolitana di Salerno merita un ragionamento approfondito.

Partiamo dai viaggiatori: non sono 7mila al giorno coloro che, da novembre a marzo scorsi hanno utilizzato i convogli “Minuetto” messi a disposizione da Trenitalia, ma sono comunque numerosi. Vari cittadini avevano preso l’abitudine di utilizzare la metro per recarsi al lavoro o per altri motivi.

Ma attenzione: stiamo parlando quasi esclusivamente di cittadini della zona orientale di Salerno, che, per una volta avvantaggiati rispetto agli abitanti del centro (di solito accade il contrario), erano serviti praticamente da tutte le stazioni funzionanti della metro (ad eccezione della stazione centrale): Stadio Arechi/Ospedale, Parco Arbostella, Mercatello, Pastena, Torrione.

La metropolitana, in sintesi, era riuscita a migliorare la mobilità dei cittadini di quella zona della città, ma solo in maniera parziale: i Minuetto fermavano alla stazione centrale; per potersi recare nel centro storico (Stazione Duomo/Via Vernieri) bisognava cambiare binario ed attendere un tempo indefinito per salire su un treno regionale che fermasse anche a Via Vernieri.

Ad ogni modo, la presenza della stazione centrale nel tragitto della metro facilitava e faciliterà gli spostamenti dai quartieri orientali verso località fuori città, come Napoli o Roma.

Ma di sicuro, così com’è il percorso risulta essere incompleto e farraginoso.

Il progetto originario prevedeva l’inserimento della stazione Duomo nella linea metropolitana, ed è auspicabile che, come sinora si è lottato e si è ottenuta la riapertura della metro, ora si lotti e si ottenga il collegamento diretto con tale stazione.

Inoltre, tra le varie ipotesi progettuali originarie, vi era il collegamento con la Circumsalernitana: in un’ottica di sistema regionale di trasporto ferroviario, i treni potrebbero congiungere i vari quartieri di Salerno (incluse le stazioni Irno e Fratte già funzionanti, site in quartieri molto popolosi della città), con le località della Valle dell’Irno, arrivando eventualmente anche ad Avellino, città quasi completamente scoperta per le linee ferroviarie. In particolare, la stazione Irno è inspiegabilmente ignorata, nonostante la recente ristrutturazione.

A nord, è necessario un collegamento diretto con Vietri e Cava de’ Tirreni e ci vorrebbero quantomeno delle coincidenze per l’agro nocerino-sarnese.

A sud, è doveroso chiedere il collegamento con Pontecagnano e con l’Aeroporto Costa d’Amalfi, per arrivare anche a Battipaglia.

Salerno è una città di soli 135mila abitanti: una vera metropolitana, per essere realmente funzionale, deve coprire non la sola città (ripetiamo, al momento solo una parte di essa è coperta), ma l’intera area metropolitana. In questo modo ne gioverebbero i tanti salernitani che viaggiano da un capo all’altro dell’area metropolitana, ma anche i tanti cavesi, battipagliesi, abitanti della Valle dell’Irno, studenti universitari, studenti fuorisede.

E ne gioverebbero i turisti, che con un solo biglietto potrebbero recarsi in qualunque punto del hinterland salernitano, in qualunque momento.

2 pensieri riguardo “La Metropolitana di Salerno riapre il 22 giugno – ma è ancora incompleta

  • 9 giugno 2014 in 19:31
    Permalink

    Proposta per una vera “Metropolitana” di Salerno.
    La Regione si è impegnata a ripristinare l’esercizio della “Metropolitana” di Salerno. Attualmente il costo di gestione ed esercizio della Metropolitana di Salerno è eccessivamente elevato. Occorre una soluzione con costi più bassi che garantisca una continuità di esercizio permanente. Da uno uno studio fatto dal Comune di Salerno e dalle Ferrovie dello Stato ,si prevedeva di prolungare i treni della CircumSalernitana (Salerno- Mercato San Severino) ,fino alla stazione Stadio Arechi . Non ci sarebbe bisogno di altri treni e di altro personale, basterebbe solo pagare a Trenitalia i kilometri percorsi in più . Il costo sarebbe una cifra di gran lunga inferiore ai treni specifici attualmente utilizzati per la Metropolitana, che comunque potrebbero essere previsti per determinate fasce orarie.
    Sarebbe altresì necessario riorganizzare il sistema del trasporto pubblico con un integrazione del trasporto su ferro con quello su gomma ,con un accordo tra il CSTP e Trenitalia per: integrazione di orare,ticket unici Cstp-Trenitalia e fermate d’interscambio tra CircumSalernitana-Metropolitana e gli autobus . Un sistema dei trasporti così organizzato ,ad esempio si potrebbe prendere il treno della CircumSalernitana-Metropolitana alla stazione di Mercatello, scendere alla stazione di Lancusi e prendere l’autobus coincidente che porta all’Università di Fisciano. Questa soluzione non solo potrebbe garantire una continuità di esercizio della stessa “Metropolitana” di Salerno , ma anche un servizio di trasporto pubblico più efficiente.
    dott. Marco Salzano

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