Furore – il maestoso fiordo e gli scorci dell’affascinante paese in costiera amalfitana

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Furore è uno dei luoghi più suggestivi della costiera amalfitana, e senza esagerazione è di sicuro uno dei siti più affascinanti dell’Italia intera.

Il suo incredibile “fiordo”, su cui si affaccia a strapiombo la strada statale amalfitana, ne fa un luogo a dir poco pittoresco: quasi una commistione tra un paesaggio tipicamente nordico (i fiordi, insenature naturali in cui penetrano mari o altri corsi d’acqua, sono diffusissimi in Norvegia) e il calore e le architetture tipiche della costiera amalfitana.

Nella foto, il Fiordo di Furore
Nella foto, il Fiordo di Furore

Sita sulla costiera amalfitana, tra Conca dei Marini e Praiano, Furore, che secondo una tesi accreditata deve il nome proprio a una corruzione della parola “fiordo” (mentre secondo un’altra tesi il nome si collega alla veemenza con cui il mare si infrange contro gli speroni rocciosi del fiordo, un vero “furore” della natura), dicevamo Furore non è una località così nota come ci si potrebbe attendere. Solitamente si conosce la zona del fiordo, ma tutto il resto del paese, assolutamente meraviglioso in quanto a tipo di insediamenti, arditi e particolarissimi, non è conosciuto se non dagli abitanti e dagli appassionati di trekking.

Perchè infatti, al di qua dello spettacolare strapiombo del ponte sul Fiordo, addossato allo sperone roccioso c’è davvero un mondo sconosciuto e incredibile: vicoli intricati, giardini, terrazze panoramiche, chiese con tanto di cupola e molto altro!

Ma partiamo dal sito più noto: il Fiordo. Questa meravigliosa insenatura fu provocata, nella notte dei tempi, da un torrente denominato “Schiato”, che si è ormai quasi completamente prosciugato. Vi è ora una meravigliosa spiaggia quale riva dell’insenatura, che si allunga per molti metri lungo i due speroni rocciosi che la delimitano. La particolarità del fiordo è, prima di tutto, l’altezza: i due speroni rocciosi sono alti più di 30 metri. Esattamente 30 metri misura invece il ponte della statale amalfitana, dal quale d’estate, in occasione del Marmeeting, si tuffano campioni di ogni nazionalità per la tappa locale del Campionato di Tuffi dalle Grandi Altezze.

Tuffi dal ponte sul Fiordo di Furore
Tuffi dal ponte sul Fiordo di Furore

Il Fiordo era una sorta di porto naturale, utilizzato dagli amalfitani per i loro traffici internazionali; ma mai il borgo fu preso dai pirati. Tale borgo, per secoli appartenente alla Repubblica di Amalfi, per la sua conformazione rimase praticamente inespugnato dalle incursioni dei saraceni. Presso il porto naturale vi erano anche dei mulini e delle cartiere, simili a quelle amalfitane ancora oggi visibili nella Valle delle Ferriere.

Ma addentriamoci, ora, in un territorio ai più sconosciuto: il borgo di Furore. Inserito nella lista dei Borghi più belli d’Italia, il paese è formato da tre località, corrispondenti ad altrettante contrade: Sant’Agnello (Contrada della Gatta), Sant’Elia (Contrada della Cicala), Santo Jaco (Contrada del Ciuccio).

Non esiste un centro vero e proprio del paese, ma alcuni favolosi scorci di case letteralmente aggrappate alla roccia.

Infatti, molti pensano che Furore possa essere soprannominato “il paese che non c’è”. Così recitano i versi di una poesia che fu scritta dal sindaco del paese della costiera, Raffaele Ferraioli:

“Furore, il paese che non c’è, il paese non paese, col suo abitato sparso sui fianchi della montagna a strapiombo sul mare, si offre a piccole dosi, si lascia scoprire con civettuola ritrosia.”

e ancora:

“Ammirerai vigne e giardini, terrazzi e pergolati, poggi e tornanti che dirupano a mare. E muri: muri a secco, muri dipinti, muri istoriati. Muri parlanti. Muri d’autore. E chiese, e campanili svettanti e cupole arabeggianti. Una vertigine di panorami immersa in una luce senza suoni, sospesa, irreale e segreta come una favola”

Come si legge dai versi, il paese c’è, ma non è un tutt’uno, piuttosto un insieme di tante piccole e nascoste meraviglie.

Nella zona più vicina al Fiordo vi è il cosiddetto Borgo Marinaro, accessibile da una scala che dà sulla spiaggetta. E’ formato da case e da una chiesetta frutto di un’architettura tradizionale del posto, che ricorda la forma della roccia. L’architettura “contadina” assomiglia a quella di Procida e Ischia.

In queste foto, qui sotto, il Borgo Marinaro ( a sinistra) e la Chiesa (a destra):

La zona di San Michele, che si nota dal mare accanto al fiordo, è assolutamente magnifica, come si vede dalle foto in basso:

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Interessante il “Sentiero dei Pipistrelli Impazziti”, che da Punta Tavola (Conca dei Marini), conduce al Fiordo, e il Sentiero di Barbanera che conduce da Furore a Praiano.

Bellissimo lo scorcio sul mare che si affaccia da uno degli speroni rocciosi, con la roccia che, come per miracolo, ricorda la sagoma della Vergine Maria con in mano dei fiori. Eccola nella foto sottostante

Roccia a forma di Madonnina con fiori a Furore
Roccia a forma di Madonnina con fiori a Furore

Bellissimi alcuni esempi di abitazioni arroccate, come questo, nella foto qui sotto:

Furore - Abitazione arroccata
Furore – Abitazione arroccata

 

Altra meravigliosa attrazione di Furore sono gli splendidi murales, dipinti su numerosi muri della città a partire dal 1980, coloratissimi. Opera di bravi e noti artisti. Eccone qualche esempio:

Furore fu una splendida location per un noto film del cinema italiano, “Amore” di Roberto Rossellini. Il film (realizzato tra il 1947 e il 1948) è composto da due episodi, entrambi interpretati da una magnifica Anna Magnani. Il primo episodio, si chiama “Una voce umana” ed è tratto da Cocteau. Il secondo episodio, fortemente voluto dalla Magnani, fu sceneggiato da Federico Fellini, che ne è anche l’interprete maschile, e prende il nome di “Miracolo”. Questo episodio è ambientato a Furore, con la Magnani nelle vesti di una pastorella ingenua con problemi psicologici, che incontra un pastore barbuto e lo scambia per San Giuseppe. Rimasta incinta, è convinta che metterà al mondo il Salvatore e si reca sulle pendici di Furore, dal Fiordo verso la Chiesa di San Michele, per darlo alla luce.

Anna Magnani letteralmente si innamorò di Furore. A lei è dedicato un museo, in una casa arroccata nei pressi del Fiordo.

In sintesi, Furore è un posto magico, che va scoperto con pazienza, un po’ alla volta, aggirandosi tra i meravigliosi sentieri che si avvitano sulla montagna e che mostrano, d’improvviso, spettacolari panorami.

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