Operazione “Mare Nostrum”. Sulla Nave “Etna” approdati 1044 migranti al Porto di Salerno

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Questa mattina verso le ore 9 la Nave “Etna” della Marina Militare è giunta presso il porto di Salerno con a bordo 1044 migranti prelevati nel canale di Sicilia.

Sono più di 5.000 le persone che nelle ultime 48 ore sono state fatte salire sulle navi militari facenti parte dell’operazione interforze “Mare Nostrum”: 30 migranti sono morti per asfissia e soffocamento su una delle malridotte imbarcazioni che vengono usate per questi disperati viaggi nel mediterraneo. I porti coinvolti nello smistamento dei migranti provenienti dalla Sicilia sono quelli di Augusta, Porto Empedocle, Trapani, Taranto e appunto quello di Salerno, mentre invece il porto di Catania, precedentemente allertato, è stato scartato dopo una serie di polemiche riguardanti le possibili malattie infettive delle persone trasportate a bordo della nave militare.

Dei 1044 migranti sbarcati nel porto di Salerno stamattina 700 sono uomini, 94 bambini e vi sono anche alcune donne in stato di gravidanza.

I migranti sono ancora a bordo della nave militare e verranno fatti scendere per l’identificazione e il trasferimento. Un gruppo verrà condotto nei locali della Caritas della diocesi di Teggiano in provincia di Salerno.

In queste ore si rincorrono polemiche politiche molto accese riguardo la natura dell’operazione “Mare Nostrum” nel canale di Sicilia, con il conseguente smistamento delle persone prelevate dalle imbarcazioni di fortuna. Superata questa prima fase, entrano in gioco tutti i complicati passaggi dell’iter burocratico e amministrativo che “accoglie” i migranti in transito attraverso l’Italia dal Mar Mediterraneo: detenzione in strutture fatiscenti e affollate, esame della propria posizione di rifugiati, detenzione nei CIE e rimpatrio finale. Tutta questo complesso apparato militar-giudiziario dell’operazione “Mare Nostrum” non riguarda dunque un processo di “accoglienza” e di solidarietà verso i migranti ma si inserisce nel contesto europeo di “Frontex” in cui le frontiere sono blindate e non è consentita la libera circolazione delle persone attraverso le nazioni europee. Superati i primi ostacoli di natura emergenziale, con i barconi a rischio naufragio, una volta approdati nelle coste italiane comincia dunque la vera odissea dei migranti nel nostro territorio nazionale, cui si aggiunge l’ulteriore umiliazione delle vergognose polemiche razziste riguardanti le possibili “malattie infettive” di persone che hanno rischiato più volte la vita per trovarsi detenute in strutture a metà tra il percorso amministrativo e quello penale di detenzione.

Abbiamo chiesto a Simona Scocozza, responsabile Mondialità della Caritas della diocesi di Salerno, presente in queste ore presso il porto insieme a tanti altri volontari di associazioni di solidarietà come sia realmente la situazione: “Le operazioni procedono molto lentamente. Alle ore 13 solo un centinaio di migranti è stato fatto scendere dalla nave per essere trasferito in strutture di prima accoglienza. C’è molto caldo e le persone sono sulla banchina, spesso a piedi nudi sotto un sole cocente e attendono di essere messe sugli autobus. I migranti verranno trasferiti presso strutture di accoglienza in regione, da Caserta a Teggiano, e da lì sarà poi possibile richiedere asilo e ottenere lo status di rifugiati (che comunque viene concesso molto raramente). Si è fatto dell’inutile allarmismo sulla questione della scabbia, in realtà una malattia molto comune”.

Luigi Narni Mancinelli

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