AmoR RomA – Immergersi nel Verde di Villa Ada Savoia, per sfuggire al trambusto della Capitale

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Localizzato nel settore nord della città, in un’area compresa tra Via del Foro Italico a nord, Via Salaria ad est, Via Panama a sud e Viale della Moschea ad ovest, il polmone verde nel cuore di un quartiere densamente popolato prende il nome di Villa Ada Savoia.
Decido di recarmici per evadere momentaneamente dal trambusto ordinario della Capitale.
Scendo dall’autobus alla fermata più vicina all’ingresso in Via Salaria, Priscilla, in prossimità delle Catacombe da cui prende il nome lo scalo.
Qualche centinaio di metri ed ecco comparire due timide colonnette in cemento che favoriscono l’accesso ai giardini, spezzando la grigia monotonia delle mura di cinta della Villa.
Superata la soglia, una volta entrata, un sentiero in ghiaino mi suggerisce di svoltare a destra, ed io gli obbedisco.
All’ombra generosa di una siepe copiosa, conosco Franz, pittore e scultore autodidatta, che assieme al suo border collie Charlie, si improvvisa per me “cicerone”.
Quando la strada ha una biforcazione con Viale Randolfo Pacciardi, Franz suggerisce di mantenerci sulla destra.
Lo osservo mentre, camminando, mi delinea le peculiarità del sito: ha degli occhiali tondi da vista blu elettrico, una canottiera di tre taglie più grandi e dei comodi pantaloni verde militare terminano, quasi a terra, su delle infradito che una volta potrebbero essere state nere, o forse grigie.
Ma ciò che più mi colpisce sono le sue parole: ogni vocabolo è ricercato, pensato, ed usato in modo appropriato. Mi ha conquistata.
Piacevolmente ammaliata dalla sua forbita dizione, mi ritrovo immersa in un bosco di pini marittimi secolari, imponenti a tal punto da farmi sembrare un Lillipuziano e loro, tanti Gulliver naufragati sulla mia terra, quella di Lilliput.

Villa Ada 1

 

Accompagnati dal canto ciclico dei grilli, terminato Viale Jean Monnet, vediamo sbucare la “Finanziera”.

Villa Ada 2

Il casale, mi spiega Franz, è attualmente utilizzato per il controllo del livello di inquinamento nell’aria ed è associato a Legambiente che ha sede proprio lì, appena sotto l’edificio, accanto alla sede del WWF.
Fatto tesoro di tutto ciò ed estrapolato qualche ulteriore consiglio prezioso, scelgo di proseguire autonomamente il mio cammino.
Dopo aver vagato per ulteriori centinaia di metri, penso che per me sia arrivata l’ora di riposarmi un po’.
Quasi ad averla nominata, un’immensa estensione verde brillante occupa gran parte del promontorio fino a gettarsi entro un piccolo laghetto.

Villa Ada 3

Mi distendo sul prato: davanti a me palme ciclopiche dialogano con i pini marittimi, a sprazzi interrotte da piccoli coloratissimi colibrì, occupati a costruire sui rami i loro nidi.
Volgo il mio sguardo verso ovest: un maestoso edificio color rosa pesco sboccia al di là della rigogliosa vegetazione, quasi fosse per lui primavera.

Villa Ada 4

Ma certo! E’ la Palazzina Reale! Rilevata tra il 1873 e il 1875 come riserva di caccia dalla Famiglia Pallavicini, Vittorio Emanuele II di Savoia la adibì a riserva di caccia, incaricando successivamente Emilio Richter, direttore dei parchi reali, di trasformare alcuni immobili in scuderie e di costruirne degli altri per la famiglia reale e per la corte.
Il complesso è a pianta quadrangolare con al centro un cortile: presenta due piani sulla facciata principale e sulla parte delle facciate laterali, mentre è sollevato su due torrette marginali retrostanti.
Accanto alla palazzina una curiosa Torre neogotica con bifore e beccatelli ideata dallo stesso Richter per camuffarvici il serbatoio dell’acqua.
Degno di attenzione è anche il Casino Pallavicini. Documentato fin dal settecento come “casino di delizia” residenziale, ha mantenuto immutata nel tempo la sua funzione caratteristica.
Attualmente è ancora abitato da eredi Savoia

Villa Ada 5

Per concludere, accennavo prima alle cosiddette “Sciderie Savoia”, tre distinti corpi di fabbrica ubicati in prossimità dell’ingresso della Villa in Via Salaria.
Il primo denominato “Scuderia d’agenzia” mostra effettivamente i caratteri di una Scuderia destinata ai cavalli, come testimoniano le teste equine inserite ad ornamento sulle facciate est ed ovest del fabbricato.
Il secondo “Edificio Centrale” ha tutte le caratteristiche di un edificio rurale, ovverosia privo di elementi decorativi di rilievo. Veniva utilizzato dalla Famiglia Reale come capannone-autorimessa: al pian terreno accoglieva tutti i mezzi agricoli e le autovetture, mentre al primo piano vi alloggiava la servitù.
Il terzo casale è chiamato “dei Trenatori”, proprio perchè destinato in epoca Savoia ad abitazione per gli addetti alla cura dei “treni” delle carrozze reali. Esso è il più antico fra i tre appena citati.

Cammina che ti cammina, noto che mi è venuta una certa fame e decido così di deliziare un tipico pezzo di pizza bianca con mozzarella, fiori di zucca e alici presso il bar “Lo Scoiattolo”, all’interno della Villa.
Il parco alterna aree quasi selvagge, capaci di farmi dimenticare la presenza caotica della città, ed altre più densamente frequentate, dotate di strutture di svago per bambini e servizi anche per i più adulti, che mi riportano alla consapevolezza di far parte di un tutto, immenso, unico che assomma in un totale di circa tre milioni di abitanti.
Messe da parte le valenze storiche di ultima residenza della Casa Reale, Villa Ada Savoia rappresenta un insostituibile valore paesaggistico ed ambientale che, in quanto organismo, funziona solo se ogni piccola sua parte continua ad essere in perfetto equilibrio con tutte le altre, creando uno scenario incomparabile di profumi, odori, suoni e sapori.

Elisa Farina

Un pensiero riguardo “AmoR RomA – Immergersi nel Verde di Villa Ada Savoia, per sfuggire al trambusto della Capitale

  • 6 gennaio 2016 in 19:08
    Permalink

    Buongiorno, complimenti per l’interessante articolo.
    Vorrei sapere a quale edificio si riferisce la foto che compare sopra al titolo e al di sotto delle notizie sul Casino Pallavicini, e che non mi sembra di aver mai visto a Villa Ada.
    Un saluto cordiale

    Risposta

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