Fuga di talenti: con la stilista Adalgisa un’altra grande firma salernitana lascia la sua città

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L’ultimo sprazzo: dal 1 al 31 agosto, tutti i giorni tranne il fine settimana fino alle 22:00, il negozio Adalgisa sogni d’Arte in Via dei Mercanti vivrà il suo ultimo evento; dopodiché chiuderà i battenti.
Adalgisa, la sua proprietaria, quasi sconosciuta nella sua città ma al di là dei suoi confini considerata a tutti gli effetti una firma dell’alta moda, si trasferirà a Milano, dove si sente decisamente più apprezzata.
«Purtroppo qui non c’è la cultura del “pezzo unico”, – constata Adalgisa con amarezza. – E il “pezzo unico” è proprio quello su cui ho puntato tutto, avendo cominciato come pittrice: ho studiato al Liceo Artistico di Milano, e mio zio era Armando Testa, il notissimo disegnatore e pubblicitario, creatore, negli anni ’70, della coppia Caballero misterioso-Carmencita per la pubblicità della Lavazza in “Carosello”. Dunque, per la mia formazione, la parola “moda” assume più il significato di “opera d’arte” che quello di “prodotto di consumo”.»
Si capisce dunque perfettamente perché i suoi inizi, prima per conto di altri negozi nel 1990 e poi con un laboratorio tutto suo, nel 1994, non siano stati semplici:
«Di solito la creazione di accessori di moda (bijoux, borse, cappelli, ecc.) viene considerata un hobby, e non un lavoro vero e proprio. All’inizio degli anni ’90, però, c’era nella città di Salerno, una sorta di fermento pieno di promesse per i giovani artisti.»
È stato forse questo il trampolino di lancio che ha spinto Adalgisa alle sue prime fiere di settore a Milano, dov’è avvenuta la sua consacrazione. Le sue collane, i suoi cappelli, i suoi orecchini, sono stati indossati in programmi televisivi e recensiti da riviste di moda internazionali: il suo massimo momento di gloria è stato il film Il soffio dell’anima di Victor Rambaldi (2009), per il quale Adalgisa ha creato gli accessori.
Al successo forestiero, però, non corrispondeva altrettanta attenzione della sua terra: «Quei fermenti di vent’anni fa si sono rapidamente spenti, svaniti come una nuvola di fumo. – prende atto Adalgisa, realista e disillusa. – A parte alcuni clienti fissi, e pur trovandosi il mio negozio in una strada così “alla moda” come Via dei Mercanti, non decolla, e l’incasso non era sufficiente a mantenerlo: sarà che Salerno, o l’Italia in generale, non ha voglia di “pezzi unici”, di cose particolari. È per questo che ho deciso di chiudere e di trasferirmi a Milano, città più europea che italiana: da ora in poi, la mia attività sarà freelance, venderò solo su internet e alle fiere di settore, soprattutto all’estero.»
Come dire, ancora una volta ci siamo lasciati scappare una grossa occasione. È proprio vero il detto “nemo propheta in patria”.

Federica Garofalo

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