Quarto sbarco di migranti a Salerno. Le difficili condizioni di vita di chi è stato accolto

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Dopo il quarto sbarco di ieri mattina, con la nave militare “San Giusto”, di altri 700 migranti al porto di Salerno, la situazione dei richiedenti protezione internazionale collocati nelle strutture della provincia è in costante evoluzione. Aumenta il numero dei comuni coinvolti nella messa a disposizione di luoghi di residenza per i rifugiati ed aumentano anche le proteste dei migranti che lamentano di vivere in cattive condizioni. Capaccio, Campagna, Eboli, Sicignano degli Alburni, Santa Marina, Roscigno, Pontecagnano, Polla, Padula, Palinuro, Ascea, Montesano sulla Marcellana, Castel San Giorgio, Sarno, Scafati, e Salerno per quanto riguarda i minori sono le località della provincia che hanno messo a disposizione le strutture di vario tipo. I centri di accoglienza in cui i migranti hanno compiuto azioni di protesta sono nei comuni di Roscigno, Capaccio (qui si riscontra anche l’arresto e la condanna di un migrante) Eboli. Aumentando le proteste e le criticità della situazione abbiamo intervistato Michele Fierro, uno degli attivisti antirazzisti campani che stanno monitorando costantemente il percorso dei migranti.

Dopo i quattro sbarchi al porto di Salerno dei migranti provenienti dal canale di Sicilia, centinaia di persone in attesa di ottenere lo status di rifugiati sono state suddivise in diverse strutture della provincia di Salerno. Quali sono i luoghi in cui si trovano i migranti che hai potuto visitare?

Secondo le poche informazioni disponibili, in provincia di Salerno dovrebbero essere “ospitate” circa 400 persone, alcune delle quali già presenti da mesi. Abbiamo potuto incontrare i migranti ospitati presso l’Hotel Mary a Campagna. Sono circa una quarantina, provenienti dal Gambia, Costa D’Avorio, Nigeria, Iraq, sbarcati a Salerno il 19 luglio. Ad Eboli c’è una struttura isolata nell’entroterra, a qualche centinaio di metri dall’ipermercato “Le Bolle”, ci si arriva (non ci sono indicazioni) seguendo una strada sterrata.

Quali sono le condizioni di vita dei migranti che sono stati inviati in queste strutture?

Si sentono abbandonati a loro stessi. A Campagna ci hanno raccontato di molti disagi. Ci hanno riferito di avere ancora il solo vestiario (pantaloncini e t-shirt) che gli è stato dato durante l’accoglienza allo sbarco e il successivo smistamento. Hanno ricevuto una sola scheda telefonica delle tre previste, peraltro non funzionante, e per questo motivo non hanno ancora potuto avvertire i loro amici e familiari di essere arrivati sani e salvi in Italia. Non gli è stato distribuito il “pocket money” giornaliero di 2,50 euro previsto dalla legge e non possono provvedere autonomamente a nessun acquisto di beni necessari. Non hanno ancora incontrato un avvocato per la tutela legale, nè hanno avuto informazioni chiare sulle procedure e i tempi per richiedere lo status di rifugiati. Non ci sono mediatori che parlino l’arabo, nè sono stati attivati i corsi di insegnamento dell’italiano previsti dalle norme sull’accoglienza dei migranti. Sono stati sistemati in stanze con tre o quattro posti letto, l’impianto di climatizzazione non viene acceso e non hanno zanzariere. Non ci sono attività ricreative, sul retro dell’albergo c’è solo uno spiazzo assolato. Alcuni migranti si lamentavano di non stare bene, dicono di essere poco seguiti. Doveva venire il medico, alle 17, ma si è presentato alle 18.15 e noi eravamo già andati via. Ci hanno riferito che nei giorni precedenti alla nostra visita uno dei migranti si era sentito male, hanno insistito per portarlo in ospedale gli stessi suoi compagni, è arrivata l’ambulanza. Una volta lì, mentre stava facendo una flebo, qualcuno (non si è capito precisamente chi) ha chiamato l’ospedale dicendo di rimandarlo indietro, e quindi gli hanno staccato la flebo e riportato in albergo senza altre cure o spiegazioni. I credenti musulmani non hanno tappeti per pregare, mentre dovrebbero fornirgli spazi adatti -e agevolare funzioni religiose – e pure i credenti cristiani si lamentavano di non essere potuti andare in chiesa.

Come pensi ci si possa mobilitare per ottenere migliori condizioni per i migranti che sono in attesa di ottenere lo status di rifugiati?

Per fortuna sono i migranti stessi a protestare in prima persona. In provincia di Salerno nell’ultimo mese si sono svolte infatti proteste a Capaccio, Roscigno, Eboli. Quello che possiamo fare noi attivisti è supportare le lotte e le proteste, contribuire a fare da megafono alle richieste dei migranti, contrastare le derive razziste, securitarie e speculative.

Luigi Narni Mancinelli

5 pensieri riguardo “Quarto sbarco di migranti a Salerno. Le difficili condizioni di vita di chi è stato accolto

  • 19 agosto 2014 in 19:38
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    Deve essere davvero dura…d’altra parte sono stati salvati da morte certa, gli sono stati dati alloggio, vitto…ma non hanno pensato ad un parco giochi per le attività di svago e un tappeto per pregare…che cattivoni

    Risposta
    • 19 agosto 2014 in 19:49
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      Di certo è dura essere accolti da un paese che ha gente come te

      Risposta
      • 20 agosto 2014 in 0:21
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        Invece la gente come te potrebbe alleviare le loro pene ospitandone qualcuno nelle proprie abitazioni oppure regalandogli il computer o telefono dal quale naviga e scrive su internet

        Risposta
        • 20 agosto 2014 in 0:37
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          No li mando tutti a casa tua, mettiti paura

          Risposta
  • 25 agosto 2014 in 14:34
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    A Sarno presso quale struttura sono ospitati i migranti ?

    Risposta

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