Bilancio e analisi sulla ricezione dei flussi migratori, dopo sei sbarchi al Porto di Salerno

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Continua in questi giorni il contributo del porto di Salerno alla dislocazione dei migranti prelevati nel canale di Sicilia nell’ambito dell’operazione “Mare Nostrum”. La struttura portuale cittadina ha fatto fronte al sesto sbarco dall’inizio del mese di luglio ad oggi e migliaia di persone sono giunte in territorio italiano sotto la scorta della marina militare e assicurate alla prima accoglienza delle istituzioni preposte e all’ospitalità delle associazioni di volontariato sparse per tutta la penisola. Anche la provincia di Salerno ha dato il suo contributo in termini di disponibilità di strutture e diverse sono le criticità affrontate dai migranti così come sono numerosi i ritardi nell’attuazione del programma di aiuto ai rifugiati. La vicenda ha messo alla prova un settore di vitale importanza per tutta la società italiana ovvero quello dell’accoglienza umanitaria nell’ambito della gestione dei flussi migratori e numerose sono state anche le polemiche suscitate dall’approdo di migliaia di persone da paesi in cui sono in corso sanguinosi conflitti e grandissimi problemi sociali ed economici. L’allarmismo creato durante gli sbarchi nel porto di Salerno è stato spesso eccessivo, con la conseguente esagerazione degli eventuali rischi di contagio dovuti a presunte malattie infettive dei migranti.

È opportuno invece adesso fare un equilibrato bilancio di questa operazione e inquadrarla in un più generale quadro riguardante l’immigrazione nei nostri territori.

Lo studio dei flussi migratori e della successiva immigrazione nel nostro paese è uno strumento indispensabile per la conoscenza complessiva dell’economia e della società italiana e spesso le analisi ufficiali smentiscono tanti luoghi comuni cui siamo abituati rispetto al dibattito sulla presenza dei cittadini migranti nelle nostre città. Secondo il XXIII Rapporto Immigrazione di Caritas Italiana e Migrantes, la Campania si conferma la regione meridionale con la più alta concentrazione di cittadini migranti pari a 170.938 persone, nell’ambito di una minore presenza degli stranieri al sud (solo il 27%) rispetto al centro e al nord italiano.

La metà circa degli stranieri presenti nel territorio campano ha scelto di stabilirsi nella provincia di Napoli, seguita da Salerno (22,5%) e Caserta (19,4%). La comunità ucraina è la più numerosa seguita al secondo posto da quella rumena (che invece è la comunità nazionale più numerosa in Italia con un 21,2% rispetto alle comunità di altri paesi) e al terzo da quella marocchina. Nella nostra regione i minori stranieri che frequentano le scuole sono 21.095 di cui il 34,1% nella scuola primaria. La presenza degli stranieri in Italia è innanzitutto sovrastimata rispetto a quella di altri paesi dell’Unione Europea come Francia, Germania e Inghilterra che hanno affrontato alcuni anni prima di noi questo fenomeno e oggi hanno all’ordine del giorno la questione dell’integrazione nel tessuto sociale degli immigrati di terza e quarta generazione. Per quanto riguarda il tema dei crimini commessi dagli immigrati, mentre gli stranieri contribuiscono in percentuale minore rispetto agli italiani all’aumento dei reati, i migranti occupano, anche nella criminalità, posizioni di prevalente “manovalanza” commettendo i reati meno remunerativi, ma più visibili, o comunque diretti a procurare un vantaggio economico immediato e sono dunque più perseguiti dalle forze dell’ordine e contribuiscono al sovraffollamento delle carceri italiane soprattutto per la violazione delle leggi concernenti l’immigrazione clandestina. La gestione dei flussi migratori tramite operazioni come quella di “Mare Nostrum” da parte della Marina militare italiana è oggetto di forti polemiche politiche e purtroppo mentre migliaia di persone sono riuscite ad approdare nel nostro paese altre centinaia sono morte, anche recentemente, nelle acque del mar mediterraneo dopo drammatici naufragi delle imbarcazioni di fortuna. Quello che però va sottolineato, nonostante le enormi difficoltà di accoglienza e inserimento dei profughi nelle varie provincie, è che la società italiana ha ancora bisogno dell’immigrazione per accrescere la propria ricchezza e la propria cultura e che l’immigrazione può essere considerata, piuttosto che come un’emergenza, una vera e propria risorsa per tutta la società europea.

Luigi Narni Mancinelli

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