“Thergo” – non solo una band, ma una filosofia di vita

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Scambiando quattro chiacchiere con Johnny Paolillo, chitarrista dei Thergo (http://thergo.jimdo.com/ , la loro pagina web) , si capisce che questo progetto non è soltanto musicale ma propone una vera e propria filosofia di vita. Infatti si evincono chiaramente molte riflessioni sul panorama musicale generale e su cosa accade tra musicista e pubblico. Probabilmente è questa la formula vincente che ha permesso loro di arrivare finalisti a numerosi contest e di essere presenti in più di cinquanta date negli ultimi due anni, tra concerti e interviste radiofoniche. Con un disco in uscita per il 2015, i Thergo hanno già presentato il loro primo video, “Troppo” (visibile al link http://www.youtube.com/watch?v=UwoOFv2igEI), con tanto di backstage (https://www.youtube.com/watch?v=hMgB0rBPsR0 ).

Thergo: che significa? Da cosa nasce il vostro nome?

Johnny: Il nome “Thergo” ha un significato particolare. In italiano “tergo” significa “dietro”, abbiamo però inserito una “H” nella parola per ricordare anche lo slang americano “conseguenza di un’azione”. Sostanzialmente la nostra musica è ispirata al concetto di non fermarsi all’apparenza, di sceverare il senso di ogni canzone, di guardare oltre… Ciò implica una forte compartecipazione dello spettatore/ascoltatore, chiamato ogni volta a interagire, crearsi un’idea, dare un senso alla nostra musica. Il riferimento allo slang rappresenta il fatto che per noi la musica è il motore delle nostre azioni e centro propulsore delle nostre idee. Tutto ciò che è musica per noi è vita.
La formazione che conosciamo è versatile. Conoscete tutti approfonditamente le vostre canzoni e spesso anche tu canti. I ruoli all’interno della band non sono propriamente fissi e in questo modo riuscite a “diffondere il verbo dei Thergo” anche se a cantare non è necessariamente Dora (sebbene più esperta essendo il suo campo). Li conoscete in toto perché vi siete trovati in qualche situazione che necessitava di un adattamento di formazione o perché costruite i pezzi insieme e in questo modo nascono già ben strutturati in ogni piccola parte?
J.: Il fatto che parte cospicua della band sia versatile non nasce da particolari esigenze pratiche o tecniche. Veniamo tutti da una formazione musicale differente, ci siamo trovati a saper interpretare vari ruoli e ci è piaciuto che potesse diventare un elemento di forza, anche scenico se vogliamo.

I componenti del gruppo sono gli stessi da sempre o sono cambiati nel corso del tempo?

J.: I componenti del gruppo sono cambiati senza dubbio. E posso dirti per certo che continueranno a cambiare. Si può dire che viviamo in una continua metamorfosi. Ci alimentiamo reciprocamente delle esperienze personali e musicali. Come sapete abbiamo tutti età diversa, non siamo coetanei, né privilegiamo lo stesso genere di musica. Non c’è metodo migliore della diversità per crescere e imparare. Ciò costituisce un grande vantaggio e un confronto incommensurabile. Impariamo l’uno dall’altro e non smettiamo mai di farlo.
Parliamo del vostro staff. Avete a disposizione una fotografa (Francesca Savarese, le cui foto sono visibili alla pagina facebook “Francesca SavaresePhotography”) e un grafico (il cui materiale è reperibile alla pagina facebook “L’Angolo Della Mina Spezzata”), entrambi molto bravi e attivi: potremmo dire che fanno parte del “gruppo” sebbene non della band vera e propria. E’ un’idea vincente, incoraggia un reciproco scambio di visibilità. Sono anche loro membri fondatori?
J.: L’idea di creare uno staff personale che lavori al nostro fianco è nata col tempo. Ci siamo resi conto che per riuscire ad emergere, crearci visibilità e ottenere risultati ottimali avessimo bisogno di un “personale” addetto ai lavori interni del gruppo che curasse vari aspetti, quali la grafica, la fotografia, la videografia. Genericamente lo chiamiamo staff o equipe, ma noi ci reputiamo una grande famiglia. Il nostro intento è quello di promuovere miratamente il nostro prodotto musicale in vari aspetti e nel modo più professionale possibile.

Il rock è un genere relativamente giovane eppure,a volte, rischia di suonare già vecchio. Decidere di portare avanti un progetto che segue dichiaratamente questa linea è una scelta coraggiosa. Che ne pensate dei cambiamenti nel mondo della musica che ultimamente portano a bollare band nascenti come “già sentite”? Vi spaventa? Come vivete e combattete questo “pericolo”?

J.: L’idea di essere “all’antica” non ci spaventa e non ci sfiora minimamente. Siamo convinti che il rock non sia da riesumare. Il rock è giovane e ci sarà sempre chi lo ascolterà. Abbiamo una visione molto serena e ottimista del genere che suoniamo. Riteniamo di suonare un genere mainstream, alla portata di tutti. Crediamo moltissimo nella musica e nella forza di coesione e comunicazione che essa trasmette. Sappiamo tutti benissimo che nel XXI secolo la tecnologia ha fatto passi da gigante e ha investito con le sue scoperte il mondo musicale e i gusti delle nuove generazioni. Ma francamente non ci spaventa questo dato. Suoniamo rock e lo faremo fino in fondo. Il nostro obiettivo è quello di penetrare nell’animo e nella sensibilità delle persone e crearci un vasto seguito. Come diciamo sempre il rock è uno stile di vita. Non a caso il nostro logo comprende la parola ROCK-LIFE!

Siete una band che si sente parecchio in giro: tanti live dal vivo e in radio. Qual è stata l’esperienza che più vi ha riempito di orgoglio?

J.: Facciamo fatica a dire quale sia stata l’esperienza più soddisfacente… Sinceramente, riteniamo che già essere un gruppo di cinque ragazzi che dopo tanto lavoro e sacrifici riesce a emergere con un proprio repertorio inedito agli occhi, ma soprattutto alle orecchie delle persone sia la soddisfazione più grande. Per noi ogni data live è una piccola vittoria. E’ sempre emozionante suonare in un posto dove ci sono persone lì per noi. E non ci fermeremo mai. Abbiamo voglia sempre di tante e nuove soddisfazioni. Se non possiamo dire con sicurezza quale sia stata l’esperienza che ci ha dato più soddisfazione, tuttavia possiamo affermare con certezza che le soddisfazioni continueranno ad arrivare.

Farsi ascoltare diventa sempre più difficile, dal momento che siamo costretti a nuotare in un mare di concorrenza. Con l’esperienza Thergo all’attivo, secondo voi cos’è che attira il pubblico su una band in particolare? C’è qualche segreto per avere “più personalità” degli altri?

J.: E’ una bella domanda! E’ difficile capire esattamente cosa le persone cerchino realmente, cosa le attiri di più. Molto probabilmente avere una bella lista di date live sempre in aggiornamento e in più luoghi soprattutto fuori dall’alveo locale è oggetto di interesse, curiosità. Avere partecipazione live di band o artisti di spessore anche aiuta alla visibilità. Avere dei buoni canali di espansione per farsi vedere e ascoltare è un altro modo. Sostanzialmente, stare sempre in corsa in carreggiata e non fermarsi mai, crearsi un nome nei modi più efficaci è il modo per arrivare alle persone. Diciamo che ci sono diversi modi e, in questo senso, la modernità con lo sviluppo tecnologico aiuta moltissimo. Secondo noi non c’è un segreto per avere più personalità degli altri. Ognuno suona la propria musica con un approccio totalmente differente, con la propria passione, la propria sensibilità e con i propri mezzi. Esistono solo mezzi buoni e mezzi meno buoni. E anche un pizzico di fortuna! Per il momento non abbiamo date in programma, in quanto stiamo lavorando alla pubblicazione del nostro primo album ufficiale autoprodotto. Non sveleremo qui il titolo. Sui nostri canali, come la pagina Facebook ufficiale, le nostre notizie sono sempre in aggiornamento. Presto saprete di noi! Abbiamo tante cose belle in programma da comunicarvi! Stay tuned! Ma soprattutto, stay rock-stay Thergo! Grazie a te e a Citizen Salerno!

Ambra Benvenuto

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