Alla scoperta dei “Salbora” – grande passione e un pop-rock tutto salernitano

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I Salbora (sito web ufficiale: www.salborarock.com ; pagina facebook “Salbora (pagina ufficiale)”) sono dalla loro nascita, nel 2010, una band molto presente nel panorama salernitano. Già in quel periodo riescono a pubblicare il loro primo double single “Salbora”, collaborando con l’etichetta indipendente Green Production, che registra addirittura un record di download. Da sempre presenti alle varie iniziative culturali (vantano più di cento date all’attivo), nel 2011 rilasciano singolo e video di “Dentro l’estate” (ai quali collabora amichevolmente Davide Cantarella), visibile al link http://www.youtube.com/watch?v=9qrBcbsa3v8, e nel 2013 celebrano il cambio di voce, rimanendo sempre fedeli al loro stile, proponendo “Portami via”, (visibile al link https://www.youtube.com/watch?v=T3b17TqEiRc ). Grazie alle loro risposte è possibile dare un’occhiata a cosa c’è nel loro “backstage”.

Partiamo dal vostro recente cambio di formazione: ci avete messo molto a trovare un nuovo cantante? Cercavate una persona con un timbro vocale particolare o avete dato la precedenza ad un’alchimia prima di tutto personale?
Ammettiamo che non è stato un lavoro semplice: individuare la nuova voce del progetto era un po’ come trovare il pezzo finale di un puzzle che senza quel componente non avrebbe avuto alcun senso. Per cui, dopo prove su prove ed annunci su annunci, abbiamo incontrato la voce e, soprattutto, la persona che ha presentato quelle caratteristiche che cercavamo. Diciamo persona, appunto, proprio perché abbiamo sempre considerato prioritario, tra i vari criteri di scelta, l’atteggiamento ed il carattere: c’è da condividere la vita con i compagni di band, non solo la musica! In tutto questo, c’è anche da dire che non solo noi abbiamo scelto lui, ma è stato anche lui a scegliere noi!

Oltre ai contenuti, il materiale che ho potuto ascoltare si presenta in una forma qualitativamente buona, soprattutto per essere un gruppo emergente e indipendente: la registrazione è interamente home made o è stata prodotta in studio? Siete stati aiutati da qualcuno del campo nella scelta dei suoni o sono tutte scelte vostre? Secondo voi, qual è il metodo migliore per presentare un buon prodotto?
Il nostro è un EP di presentazione oltre che come demo per lo scopo di far girare il nostro progetto. E’ stato anche pensato per gli addetti ai lavori e case discografiche ed è proprio per quest’ultima ragione che abbiamo scelto di fare delle registrazioni professionali presso lo studio di registrazione Darkuba Records. Grazie al buon livello qualitativo finale del prodotto siamo riusciti nel non sempre facile intento di amalgamare in modo equilibrato tutte le sfaccettature del nostro sound, grazie anche alla competenza dei professionisti con cui abbiamo lavorato. Da ciò che abbiamo potuto sperimentare sulla nostra pelle, il metodo migliore per presentare un buon prodotto, non ci sono “cazzi”, concedetemi il francesismo, è investirci sopra, e nel miglior modo possibile. Nell’attuale panorama musicale dove le grandi etichette stipulano contratti solo con i “prodotti” dei vari talent show, l’unica carta che hai per dimostrare quanto vali, oltre quella di farti sentire, è quella di farti pubblicità e spendere dei soldi nel promuoverti e pubblicarti, diventare appunto manager di te stesso.

Nella stesura di un pezzo quanto ha peso il pubblico che volete conquistare? Qual è il vostro ascoltatore ideale?
Allora partiamo sempre dal presupposto che la musica non la si fa per qualcuno, al massimo la si può fare per se stessi, poiché è uno stato d’animo, è un’intuizione, un insieme di note che trasmettono quel qualcosa che fiumi di parole non basterebbero a descrivere. Alla luce di ciò, la musica, la nostra musica la facciamo soprattutto per noi, ma ciò non vuole assolutamente essere espressione di presunzione, dato che questo concetto, quello della musica come sentimento che trasmette può essere applicato a qualsiasi essere umano. Quindi facendo musica per noi, allo stesso tempo la facciamo per tutta la gente che non ha i pregiudizi nell’ascoltare un buon brano di rock italiano. Nella stesura dei pezzi sia noi che il pubblico siamo allo stesso livello. Certo c’è il pezzo più “commerciale” ma è bene precisare che non è stato fatto di proposito ma perché evidentemente proviene da un sentimento facile da comprendere per la maggior parte delle persone. Il nostro ascoltatore ideale è il mondo, noi ci affacciamo al mondo, in particolare scrivendo in italiano vogliamo far riflettere e divertire il nostro popolo, non dimenticandoci mai il nostro genere, il pop-rock. Facciamo musica per il popolo, nel cui concetto di popolo e di musica popolare si travalicano i limiti di classi sociali, facciamo musica per chi sia capace di ascoltarla, senza tanti fronzoli.

Come sapete, già soltanto nel salernitano c’è molta “concorrenza”. Ogni band cerca di avere qualcosa che la possa distinguere dalle altre. Per voi, cos’è che dà ai Salbora quel “di più”?
Quello che distingue i Salbora, a nostro avviso, è il coraggio di non mollare mai, il coraggio anche di investire tutto, o quel po’ di fondo cassa che si riesce a racimolare per andare dovunque, per un viaggio che potrebbe cambiarti la vita col discografico di turno, la forza di sapersi reinventare, di non prediligere un genere ad un altro, ma spaziare fra tutti i tipi di musica. È la faccia tosta di sorridere e sentirsi fieri quando nel bene o nel male si parla di noi, purché se ne parli. A costo di sembrare presuntuosi, ciò che unisce i Salbora è il sogno e la voglia di ottenere tutto o niente: la passione per l’arte in sé la lasciamo ai musicisti “illuminati”. Vogliamo che questo sia il nostro lavoro, la nostra vita.

Ambra Benvenuto 

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