Recensione: “La scuola più bella del mondo”, di Luca Miniero

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Con “La scuola più bella del mondo”, Luca Miniero si specializza in una tematica a lui cara e che ha fatto il pieno di successo con “Benvenuti al Sud” e “Benvenuti al Nord”: le profonde differenze tra Nord (o Centro) e Sud Italia, condite da forti diffidenze reciproche prima e da un’unità di intenti poi.
La trama di base è molto semplice: un preside di una scuola media toscana (Christian De Sica) vuole vincere la Coppa di Scuola dell’Anno e organizza un gemellaggio con una scuola di Accra, in Ghana. Per un errore del bidello, Accra diventa Acerra, in provincia di Napoli, generando equivoci e situazioni grottesche.
Ma “La scuola più bella del mondo” è un calderone di tante cose, non solo negative, e ha la grossa pecca di non avere uno stile definito e riconoscibile, cercando di accontentare sia gli amanti della commedia tradizionale all’italiana, sia gli spettatori che apprezzano i prodotti innovativi ed irriverenti. La fusione di tanti elementi diversi non produce un buon risultato finale, nonostante il film sia stato sorretto da una massiccia pubblicità riservata a pochi eletti.
In ordine sparso, contiene: frammenti di audaci cartoons con Dio in versione alieno, scene creative, battute commerciali che funzionano ed altre fuori posto, un cane che sa chiudere le porte a chiave, un pulmino che schiaccia le oche, tweet che appaiono in sovrimpressione, un ottuso assessore proprio come nella realtà, ragazzini che scorrazzano simpaticamente sullo schermo, pernacchie come nei films di Natale, la scuola di Acerra con l’aula dei professori accanto ai water, molte battute scorrette e coraggiose e poi purtroppo un finale buonista e moralista, che contrasta nettamente con tutto quello visto precedentemente e che è condito anche da una storia d’amore tra professori degna delle peggiori fictions.
A simboleggiare la grande confusione la colonna sonora di “Curre curre guagliò”, buttata lì perché canzone napoletana e perché ha una melodia che consente agli attori di ballare e di far divertire, dimenticando volontariamente il significato del testo profondamente anti-fascista e che non c’entra proprio nulla col film.
Nulla da eccepire sugli attori: Christian De Sica e Rocco Papaleo (che interpreta un professore a dir poco svogliato e che ha gli alunni dalla sua parte) si confermano due grandi attori comici, seppur diversissimi tra di loro, con una recitazione fulminante il primo, compassata il secondo. Le risate non mancano certo con attori così. A completare il cast Miriam Leone, Angela Finocchiaro e Lello Arena, che rivediamo sul grande schermo con immenso piacere, nei panni del preside della scuola partenopea.
In poche parole: Luca Miniero saprebbe anche graffiare e ce lo dimostra in qualche spezzone, ma le logiche di mercato sono troppo convenienti e confortevoli per non permettergli di scordarselo.

Paolo Di Mauro

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