“Panorama d’Italia” a Salerno. Gli “italiani voltagabbana” di Vespa e le contestazioni a Matteo Salvini

Sharing is caring!

Nel pomeriggio di mercoledì 19 novembre, presso Palazzo di Città, si è svolto il primo appuntamento salernitano di “Panorama d’Italia” – il tour culturale organizzato dal settimanale “Panorama”, che si prolungherà a Salerno fino alla giornata di sabato 22 novembre. Protagonisti dell’incontro, il giornalista Bruno Vespa – che ha presentato il suo libro dal titolo “Italiani voltagabbana” – e il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini. All’esterno, si sono registrate alcune contestazioni.
All’interno del Comune, nei primi secondi dell’incontro, dopo l’opposizione ai toni “urlati” dei contestatori, Salvini ha parlato della sua appartenenza politica: <<Cerco di non avere incoerenze, non mi vergogno del mio simbolo, del mio partito>>. Il dibattito ha abbracciato alcuni punti cardine delle “battaglie” della Lega Nord, che, tra le altre questioni, inglobano (come lo stesso leghista ha ricordato) anche il tema dell’immigrazione clandestina, la difesa del “made in Italy” e l’uscita dall’euro. Su questo punto, schietto l’intervento di Bruno Vespa: <<Devi essere onesto con la gente: uscire dall’euro è un processo complicato>>; ferma la controbattuta del leghista: <<L’euro si dissolverà […] Siamo l’ultimo Paese per crescita; Gran Bretagna, Ungheria e Polonia – Paesi che non hanno l’euro – stanno crescendo>>.
Bruno Vespa ha ricordato l’armonia della Lega con Casa Pound e della leader del partito francese Front National, Marine Le Pen; Salvini ha sottolineato: <<Io non ho alleanze con Casa Pound. Ho avuto a che fare con persone che parlano di Europa, di immigrazione, ecc. ma non mi “sposo” con nessuno>>. Sull’immigrazione: <<Il vero razzismo è importare migliaia di schiavi senza un futuro garantito>> ha dichiarato. Sulle imminenti elezioni regionali, il segretario della Lega ha asserito che in Campania si presenterà una lista aggregante i temi leghisti di cui sopra. In una brevissima parentesi, inoltre, ha ribadito la sua opposizione ai matrimoni gay: <<La famiglia è [composta da] “uomo-donna”>> ha asserito.
Sulla posizione di Forza Italia e sulla crescita della Lega, questa l’analisi di Bruno Vespa: <<Se il leader del principale Partito di opposizione – visto che il Movimento 5 Stelle si è ibernato [in riferimento alle ultime elezioni europee], non dà spinta per proporre politica economica diversa è evidente che lo spazio per Salvini cresce>>.
Poco è stato detto sul libro “Italiani Voltagabbana”: Vespa si è limitato ad aprire una breve parentesi sull’atteggiamento del Paese nei confronti di Benito Mussolini, chiamando in causa anche il generale Pietro Badoglio.
Se all’interno del Palazzo, Salvini è stato applaudito e, in alcuni momenti, quasi “acclamato”, all’esterno, in Via Roma, di fronte a Palazzo di Città, sono continuate le proteste: <<Salvini, vai a lavorare>>, <<Sei un Fascista>> erano le esclamazioni dei contestatori. Citizen Salerno ha raccolto alcune dichiarazioni: <<Sono qui perché sono antifascista e mi fanno schifo tutti i fascisti e i razzisti>> ha dichiarato Daniela, una donna sulla quarantina. Più lunga l’affermazione di un giovane di nome Alessandro, tra i più energici contestatori: <<Sono qui per contestare Salvini>> ha esordito; <<Ci ha sempre offesi, considerandoci dei terroni! Che cosa ci fa qui?>>; per poi aggiungere: <<Non ci interessano le sue opinioni fasciste. Noi lo seguiremo in ogni incontro per dimostrargli il nostro disappunto>>. E sulla questione immigrati: <<Gli unici che creano sfruttamento sono i padroni. Adesso basta>>. A ribadire queste posizioni, anche il coro più volte intonato nel corso della protesta: <<Se ci sono i disoccupati, la colpa è dei padroni e non degli immigrati!>>.

Matteo Autuori

Un pensiero riguardo ““Panorama d’Italia” a Salerno. Gli “italiani voltagabbana” di Vespa e le contestazioni a Matteo Salvini

  • 27 novembre 2014 in 1:06
    Permalink

    Nel presente, nel breve e nel concreto per iniziare a contrastare le moltiplicazioni dei VOLTAGABBANA basterebbe semplicemente Introdurre l’istituto del “recall” – ostracismo – quale minimale esigenza d’equilibrio all’art. 67 – “quel …senza vincolo di mandato” per ovviare a quei furtivi cambi di casacca denominati flip-flop nello slang della politica americana che indica il cambiare opinione e partito subito dopo essere stati eletti (per meglio avvicinarsi a dove si mestola la sbobba!?) Qualificabili come flip-flopper sono i voltagabbana, quelli che passano da un partito all’altro, da uno schieramento all’altro. Pertanto il recall sarebbe un istituto di tutela come è già presente da un secolo in California ma anche in altri 18 Stati dell’Unione quanto in Canada, Giappone, Svizzera ed altri vari paesi latino-americani; Così come per rendere il nostro sistema elettorale più meritocratico e competitivo a bipolarismo aperto e non a bipartitismo blindato che la casta sembrerebbe maggiormente costringere a soffocare l’elettorato attivo!! Semplicemente acquisendo il sistema SEMIALTERNO che basandosi su mandate al proporzionale (senza soglia) verrebbero sostituito da una mandata al maggioritario (con premio di maggioranza) in caso di fine anticipata della legislatura, ma in questa evenienza la legislatura entrante non può modificare la Costituzione dopo la quale comunque, si ritornerà a mandate a base proporzionale! Dispositivo elettorale organico per rendere l’impianto sin dagli ingressi a bipolarismo contendibile aperto nel suo complesso! Ecc.

    Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *