Dopo il restauro, inaugurato lo storico organo dell’Annunziata

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<<È un ritorno alla storia della nostra Chiesa, un ritorno alla grandezza della liturgia>> è con queste parole che Mons. Claudio Raimondo ha commentato, entusiasta, per “Citizen Salerno”, l’avvenuto restauro dell’antico organo della Chiesa della Santissima Annunziata, celebrato sabato 20 dicembre con un concerto che ha visto protagonisti il Maestro Emanuele Cardi e l’Orchestra Giovanile Salerno, diretta da Pasquale Occhinegro. Presente alla cerimonia anche l’Assessore Picarone.

L’ORGANO – Attribuito all’organaro Gian Battista De Lorenzi (1806–1883), lo strumento – in stile neogotico – si compone di 3 tastiere, una pedaliera (con 27 pedali in totale) e ben 1078 canne. Come ricordato anche dalla conduttrice della serata, Isabella Caliendo, lo strumento – la cui realizzazione durò ben undici anni (1872-1883) – viene ‘catalogato’ come ‘opus 181’ costituendo, quindi, l’ultima creazione del De Lorenzi. Fu donato alla Chiesa salernitana in seguito alla morte del suo inventore e, prima del concerto di sabato 20, fu suonato per l’ultima volta la sera antecedente la terribile alluvione del 1954. L’intervento di restauro – opera dell’organaro Giuseppe Fontana (con la collaborazione di Sergio Cammarota del Consorzio “L’Officina” di Roma) – ha sforato le seimila ore di lavoro.

LA SERATA INAUGURATIVA – Parole di soddisfazione, in apertura, da parte dell’Assessore Picarone che – dopo aver rimarcato sull’ottimo lavoro effettuato dal Comune in merito alla gestione dei fondi del programma PIÙ Europa (mediante cui la restaurazione è stata realizzata) – ha espresso parole di orgoglio e di profonda considerazione per la Chiesa della Santissima Annunziata (proprietà comunale) definendola come un’importante <<pagina storico-architettonica e turistica della città>>. Il concerto, iniziato poco dopo le 19:30, ha abbracciato un repertorio di prim’ordine: il Maestro Cardi ha aperto con “Toccata e Fuga in re min.” (BWV 565) di Johann Sebastian Bach, per poi proseguire con “Sinfonia col tanto applaudito inno popolare” di Padre Davide da Bergamo. Successivamente si è esibita la sola orchestra (composta da strumenti cordofoni), diretta dal giovane Pasquale Occhinegro, che ha proposto la celeberrima “Eine kleine Nachtmusik” (KV525) di Wolfgang Amadeus Mozart. A seguire, organista ed orchestra si sono uniti per il “Concerto per organo e orchestra Op. 9 n. 1 in la maggiore” di Giovanni Battista Sammartini, a cui ha fatto seguito il noto “Adagio in sol minore”, splendida composizione attribuita a Tomaso Albinoni. Applausi e (meritata) standing ovation per tutti i musicisti da parte del pubblico, che ha seguito l’intera serata con raccolto silenzio e buona attenzione.

A fine serata, il Maestro Cardi ha rivelato, a “Citizen Salerno”, quanto reputi importante lo strumento, commentando positivamente anche l’operazione di restauro: <<è davvero bello che sia avvenuta in un momento così difficile per la cultura>> ha meditato. Emozione ben visibile sul volto del bravo Pasquale Occhinegro, per il quale l’evento ha avuto una ‘doppia’ importanza: <<Oltre ad essere emozionato perché si tratta di un organo considerevole, che dà responsabilità, nel mio caso ho sentito la responsabilità in modo maggiore perché è stato il mio primo concerto in veste di organizzatore… in genere, mi occupo esclusivamente della direzione musicale. Il lavoro per realizzarlo è stato notevole>> ha asserito. Il Priore Raimondo, dal canto suo, si è detto contentissimo per la numerosa partecipazione e per la riuscita della serata: <<La musica eleva, c’è poco da fare>> ha affermato con entusiasmo.

Matteo Autuori

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