Festa della “Vampa di Sant’Antuono”, dal centro storico al Porticciolo di Pastena si rinnova una tradizione salernitana.

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Anche quest’anno si rinnova la tradizione popolare salernitana dell’accensione della “Vampa di Sant’Antuono”, un’iniziativa giunta ormai alla sua diciassettesima edizione. Per quattordici anni la festa della vampa, un grande falò attorno al quale si radunano i cittadini di Salerno festeggiando con musica e danze con lo scopo di bruciare ed esorcizzare simbolicamente le cose negative, si è tenuta presso la spiaggia di Santa Teresa nei pressi dell’odierno cantiere del tanto discusso progetto del “Crescent”. Dall’inizio dei lavori conseguenti alla chiusura del parcheggio adiacente all’ex hotel Jolly, il comitato spontaneo di cittadini del centro storico, del rione Fornelle e dintorni, ha perso una delle più interessanti tradizioni salernitane: questa eredità è stata però presto raccolta e portata avanti dai giovani attivisti del comitato “Giù le mani dal porticciolo” di Pastena, che ricordano come “ogni anno il 17 Gennaio cade la ricorrenza della Vampa di Sant’Antuono. Questo evento richiede uno sforzo non solo intellettuale ma anche pratico durante l’allestimento della Vampa che è iniziato il giorno 17 alle ore 9 di mattina in fondo alla passeggiata dopo le barche. Anche due braccia in più possono fare la differenza”. Il comitato organizza questo importante evento nell’ambito dell’impegno per la riqualificazione dell’antico porticciolo del quartiere orientale della città, laddove oggi il progetto di costruzione di una nuova opera subisce una prolungata fase di stallo con il mancato inizio dei lavori. Recentemente il comitato ha acquisito un primo piccolo risultato nella sua campagna di opposizione alla concessione da parte delle Regione Campania del demanio marittimo attraverso la gestione del project financing per l’esecuzione dei lavori. Il consiglio di Stato, dopo il ricorso di alcuni membri del comitato, si è pronunciato con una delibera che obbliga l’amministrazione comunale di Salerno a dare visione delle carte del progetto ai ricorrenti per eventuali memorie, mancando firme e date da parte del Ministero delle Infrastrutture e quindi richiede “all’amministrazione a provvedere con la massima sollecitudine possibile agli adempimenti”.

Luigi Narni Mancinelli

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