Alfina Scorza si racconta… Da Salerno una delle grandi voci emergenti del panorama nazionale

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Alfina Scorza è una giovane, ma già affermata cantante salernitana: propone pezzi inediti. che spaziano tra il pop, il jazz e il folk pur mantenendo uno stampo mediterraneo. I traguardi già raggiunti sono davvero molti e notevoli, risultato di un percorso di passione e formazione vissuto molto intensamente: “Mi sono laureata in canto jazz, con una tesi su Billie Holiday, questa donna meravigliosa che ha contribuito a rivoluzionare il canto moderno . Aveva una forte personalità vocale, davvero unica e tutto questo mi ha sempre affascinata. Ricordo che ero solo una ragazzina quando in uno studio di registrazione mi fecero ascoltare un suo brano,”I’m fool to want you” e pensai : “come fa a cantare così?”, beh era davvero lei stessa, il suo canto era la sua vita, la sua sofferenza , la sua malinconia e gioia (poca purtroppo)…e questa è la straordinarietà dell’arte”.
Tra i vari traguardi raggiunti da Alfina Scorza ci sono la vincita del “Premio Anacapri Bruno Lauzi”, concorso internazionale per la canzone d’autore; le trasmissioni del brano “Di rosso e sensualità” su “Radio Kiss Kiss”, ”Bluradioveneto”, ”Radio bussola24” e “Radio MPA”; la vincita della targa Siae come migliore musica per il suo brano “Suona forte”; l’essere arrivata finalista al “Premio Andrea Parodi”, manifestazione premiata dal MEI (meeting degli indipendenti), alla rassegna “Il Tenco ascolta” e al “Premio Bianca D’aponte”.
Con la sua musica, la Scorza ha viaggiato parecchio e ha potuto confrontarsi con moltissimi esperti del campo: “ Viaggiare portando in giro le proprie canzoni è un’ esperienza molto stimolante. Conoscere musicisti e cantautori che provengono anche da una formazione diversa dalla mia non fa altro che arricchirmi, per poter raccogliere magari nuove idee . In fondo poi ci sono sempre degli elementi che accomunano tutti: la grande passione per il proprio lavoro e quella curiosità che ci spinge a andare sempre oltre , ad osare e ricercare. Così anche se a volte vado via da Salerno mi sento sempre a casa. Quest’anno è stato particolarmente ricco di soddisfazioni. Ho fatto parte della rassegna “Il Tenco ascolta” a Sanremo, organizzata dal club Tenco, presentando alcuni miei brani, un bel traguardo per me che vengo da una lunga gavetta. Ad ottobre sono rientrata tra le undici finaliste in tutta Italia del “Premio Bianca D’Aponte – città di Aversa“, un’ esperienza unica nel suo genere: Un concorso riservato a sole cantautrici con la direzione artistica di Fausto Mesolella. Il Premio nacque nel 2005 per ricordare Bianca D’Aponte cantautrice scomparsa a soli 23 anni nel 2003, alla vigilia del suo primo contratto discografico. Quei tre giorni vissuti durante la manifestazione sono stati davvero importanti per me. Si avvertiva un’atmosfera particolare, era come se lo spirito o meglio l’energia di questa ragazza fosse li con noi, non un’ incomprensione tra le concorrenti, il livello era altissimo ma non c’era nessuna forma di competizione (perché in fondo quella c’è sempre ai concorsi) neanche di quelle più sane ma solo condivisione della propria musica e la voglia di stare bene, la stessa voglia che avevano anche gli altri artisti, ospiti della serata, Enzo Avitabile, Andrea Mirò(la nostra madrina),Tricarico, Elena Ledda, Petra Magoni, Fausta Vetere, Giovanardi, Mariella Nava. Il tutto si è concluso per me con una Targa Siae come miglior musica per il mio brano “Suona Forte”, una canzone fortemente ispirata scritta pensando alla storia di mio padre e la possibilità di un contratto discografico con l’ etichetta “Suoni Dall’Italia” di Mariella Nava ed Antonio Coggio. Non ci poteva essere finale o meglio inizio migliore di questo”.
Ma dopo aver vissuto tutte queste esperienze al di fuori della propria città, qual è il rapporto che si conserva con Salerno? Come si è evoluto nel tempo? “Questa si che è una bella domanda. Beh io nasco in questa città come cantante di piano-bar e ne vado fiera…è un lavoro che mi ha permesso di pagarmi gli studi e per me è stata una continua palestra per la mia voce, impari oltretutto ad interagire con il pubblico, a districarti da tante situazioni e a volte se ne vedono di tutti i colori! Ma non mi sono fermata solo a questo parallelamente al di là degli studi musicali fatti ho perfezionato il mio stile nel canto e ho sempre ricercato nuove idee per la composizione e la scrittura e.. davvero non si finisce mai! Questo è un lavoro che ti porta alla continua ricerca per tutta la vita. Alcuni miei amici e colleghi incuriositi dal mio progetto di canzoni inedite mi hanno dato la possibilità di fare degli interventi in diversi teatri nel Salernitano, Teatro Verdi, Teatro Augusteo, Teatro delle Arti e la risposta del pubblico è stata sorprendente, mi chiedevano dove avessi tenuto altri concerti perché erano desiderosi di ascoltarmi di nuovo. Niente male per una città che credevo, e sottolineo credevo, poco incline al cantautorato ma divisa generalmente su due fronti da un punto di vista musicale : Il jazz (ricordiamo che Salerno ha dato i natali a molti jazzisti di fama nazionale ed internazionale) e il pop commerciale”.
Non dimentichiamo, inoltre, che sarà possibile ascoltare Alfina Scorza il 24 gennaio al Teatro Nuovo con un progetto tutto nuovo: qualche anticipazione su cosa aspettarci? “Innanzitutto, al Teatro Nuovo sarò accompagnata dai miei baldi colleghi, compagni di avventure e sventure (visti anche i viaggi vissuti insieme). Cito in primis il mio braccio destro, senza il quale probabilmente oggi non avrei avuto la possibilità di esprimermi con la mia musica , Pasquale Curcio, arrangiatore di tutti i miei brani oltre che un eccellente chitarrista, non finirò mai di ringraziarlo. Costantino Caruccio alla chitarra classica, Francesco Maiorino al contrabbasso e Ivan Cantarella alle percussioni e batteria. Insieme proporremo brani tratti dal mio primo lavoro intitolato “Di rosso e sensualità”(è il titolo di un mio brano che mi ha portato tanta fortuna) e rivisitazioni di alcune canzoni tratte dal cantautorato nazionale ed internazionale: Dalla, Piazzolla, Jobim, Endrigo ecc., ecc. Tornando alle mie canzoni, posso dire che ci sono diverse contaminazioni, il pop, il classico e il jazz ma spero che la gente percepisca ciò che mi appartiene di più, le mie radici , quel pizzico di Sud d’Italia e di mediterraneo che non può non essere presente se sei nata in questa terra”.

Ambra Benvenuto

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