I Murales del Rione Fornelle – la nuova vera bellezza di Salerno

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Luci d’Artista e traffico che impazza, decine di migliaia di visitatori che letteralmente invadono un centro storico di impianto medievale (con le dimensioni tipiche di quell’epoca…); questo il copione che si ripete ogni anno a Salerno, accompagnato dalle proteste dei residenti per il cattivo funzionamento (per non dire assoluta negligenza organizzativa) della viabilità urbana in occasione dell’evento che attrae decine di migliaia di visitatori ogni fine settimana.  

In questa importante questione cittadina, si inserisce un evento che comincia ad avere un’attenzione mediatica (per nostra fortuna), ma che assolutamente sembra essere in secondo piano dinanzi alle famose/famigerate luminarie.

Nel rione Fornelle, importante quartiere del centro storico cittadino risalente nella attuale conformazione all’epoca longobarda (con stratificazioni ancora precedenti di epoca romana), nonchè il quartiere più popolare e meno valorizzato della città, una Luce vera, con la L maiuscola, si è appena accesa. Si tratta di una straordinaria serie di murales e graffiti realizzati dalla Fondazione Alfonso Gatto con il patrocinio del Comune di Salerno.

La Fondazione Alfonso Gatto da alcuni anni ha avviato un percorso di recupero e valorizzazione della figura del grande poeta salernitano da cui prende nome, coniugato in maniera moderna e artistica con un recupero di alcune zone della città: nella zona detta dei Mutilati, sulle scale di accesso al quartiere, e nel vicolo San Bonosio del centro storico nell’ultimo anno e mezzo sono stati realizzati straordinari murales e graffiti ispirati all’opera di Alfonso Gatto. Una mirabile opera, firmata da artisti di alto livello che hanno dipinto suggestive immagini associandole a memorabili liriche di Gatto.

Nel rione Fornelle si sta andando oltre (uso il gerundio perchè i lavori sono ancora in corso) riqualificando una zona dall’alto tasso di degrado sociale e urbano, con larghe sacche di povertà e problematiche sociali tra i suoi abitanti. Problematiche, sia chiaro, di cui gli abitanti non hanno alcuna colpa: la responsabilità è tutta delle istituzioni. Una zona in cui, non a caso, le Luci d’Artista non sono mai state installate, forse per paura di illuminare qualcosa che non andava illuminato. Forse per paura di togliere importanza alle Luci stesse e dare importanza a ciò che viene illuminato, per paura di rendere le Luci non autoreferenziali. Per paura, aggiungo io, di illuminare una zona ricca di testimonianze storico-artistiche poco valorizzate e per nulla conosciute, come ad esempio la Chiesa di Santa Trofimena, come gli spettacolari e suggestivi vicoli longobardi e quelli del rione in cui vivevano gli amalfitani quando, nel IX secolo furono rapiti dal duca di Salerno Sicardo e deportati in massa in questo quartiere.

E invece, la Fondazione Gatto ha voluto “illuminare” proprio una zona come le Fornelle, non meno importante degli altri quartieri cittadini, i cui abitanti non sono di serie B. E sono persone oneste, determinate e piene di sogni e di speranze. E’ proprio lì che il sogno della poesia, il sogno dei murales, è proprio lì che la bellezza è stata espressa attraverso murales e graffiti. D’altronde Alfonso Gatto è vissuto per tanti anni lì vicino, in Vicolo delle Galesse.

Ma vediamo qualche immagine degli straordinari murales e dei graffiti. (foto di Michele Piastrella)

Come vedete il lavoro svolto è meraviglioso e valorizza non solo il quartiere delle Fornelle, ma tutta la città. Perchè, come dicevo, la nuova vera bellezza di Salerno è appena arrivata. E non è rappresentata dalle Luci d’Artista, belle e sfavillanti ma che non illuminano altro che se stesse; è rappresentata da queste opere che hanno un’anima, non solo la bellezza estetica. E’ rappresentata da liriche meravigliose, che colpiscono al cuore, opera di Alfonso Gatto, Alda Merini, Salvatore Quasimodo e vari altri. E’ rappresentata da dipinti che hanno un senso profondo e, in alcuni casi, da interpretare prima con l’occhio e poi con il cuore. Ed ancora è rappresentata dal chiaro richiamo alle radici storico – culturali della nostra città, visibile nella scelta della location e in alcuni murales come la magnifica Testa di Apollo (prima foto della galleria), richiamo allo straordinario busto di epoca romana ritrovato nelle acque del golfo di Salerno circa 85 anni fa e conservato nel Museo Archeologico della nostra città.

Dunque, un consiglio alle comitive di turisti che giungono a Salerno: deviate di pochi metri dal percorso delle Luminarie e recatevi al Rione Fornelle.

Invece, da guida turistica abilitata (quale sono), sempre più spesso sento nominare Salerno come “la città delle Luci d’Artista”. Il punto è: ma può una città caratterizzarsi per un’illuminazione pubblica, per quanto sfolgorante e meravigliosa essa possa essere? Può una città caratterizzarsi per luci, per carità bellissime (lo penso seriamente, pur sapendo che diversi salernitani dissentono), se poi non sappiamo cosa tali luci stanno illuminando? Le luminarie di Salerno illuminano se stesse, perché sono belle. Ma la città non la illuminano. E questo è un gran bel problema, perché quando un domani le migliaia di visitatori si stancheranno delle luci (che, nonostante gli sforzi di innovazione, sono per buona parte sempre le stesse di anno in anno) a Salerno non rimarrà più nulla. Perchè nient’altro è stato portato alla luce, se non le Luci stesse…

Ecco dunque che l’iniziativa nel Rione Fornelle rappresenta una grande risposta e un grande punto di partenza per il vero rilancio e sviluppo della città di Salerno, in termini di valorizzazione della storia, delle tradizioni, della cultura salernitana.

La vera bellezza e il futuro di Salerno è questo: opere moderne e giovani, come i murales delle Fornelle, che riprendono e valorizzano lo straordinario tesoro storico-artistico della città.

Michele Piastrella

 

Un pensiero riguardo “I Murales del Rione Fornelle – la nuova vera bellezza di Salerno

  • 17 dicembre 2015 in 15:34
    Permalink

    Bisogna fare di tutto perché durino a lungo e a nessuno venga in mente di deturparli.

    Risposta

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