Salerno tra le vie longobarde d’Europa – workshop internazionale il 29 gennaio

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Il 29 gennaio 2016 sarà una data da annotare per Salerno: al Salone del Gonfalone del Palazzo di Città si svolgerà un workshop internazionale che sancirà definitivamente l’ingresso della città e del suo territorio, insieme ad un’ampia porzione del Sud Italia, nell’itinerario culturale europeo Longobard Ways Across Europe, promosso dall’associazione culturale Longobardia e patrocinato dal Consiglio d’Europa dall’Institut Européen des Itinéraires Culturels del Lussemburgo.

Questa “Regione Virtuale Europea” si snoda dal Mare del Nord al Mediterraneo, articolandosi in quattro “macro-aree” che seguono idealmente il percorso dei Longobardi dalle loro origini scandinave, attraverso le contaminazioni con i popoli delle steppe in Pannonia (Ungheria) e nell’Est Europa, fino al loro ingresso nella penisola italica con la fondazione del Regno d’Italia con capitale Pavia e l’incontro e la fusione con la cultura romano-bizantina, che vide in Salerno e nei principati del Sud la sua tappa finale.

In prima linea nella gestione di quest’ultima macro-area è il Gruppo Archeologico Salernitano diretto da Felice Pastore. Lo abbiamo raggiunto nella sede del Gruppo Archeologico, il Complesso Monumentale di San Pietro a Corte.

«Salerno, insieme a Pavia e Monza, è stata tra le città promotrici del progetto Longobard Ways Across Europe, fin dal 2005, fu presentato a Brescia, dandogli un profilo istituzionale a tutti gli effetti. Nel 2014, l’associazione Longobardia è stata ammessa come socio dell’Associazione Italia Langobardorum, il cui sito seriale, I Longobardi in Italia. I centri del potere (568-774 d.C.), nel 2011 è stato dichiarato dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Così Salerno, città longobarda a tutti gli effetti, la cui candidatura nel circuito Italia Langobardorum era stata respinta, è riuscita ad entrare comunque sotto l’egida UNESCO attraverso Longobard Ways Across Europe

Il dottor Pastore tra l’altro è reduce dal workshop di Milano tenutosi il 26 e il 27 novembre scorsi, che, dopo quelli di Amburgo e di Budapest, ha tracciato le linee guida del progetto per la terza macroarea, quella del Nord Italia.

«Il valore del complesso monumentale di San Pietro a Corte è stato riconosciuto sia dalle commissioni sia dalle Istituzioni cui il progetto è legato: d’altronde, e non lo si ripeterà mai abbastanza, l’antica reggia di Arechi II rappresenta l’unico esempio di architettura civile longobarda esistente. L’itinerario salernitano, però, non si fermerà qui, ma comprenderà altri luoghi simbolo del principato altomedievale: la chiesa di Sant’Ambrogio a Montecorvino Rovella e il santuario rupestre di San Michele a Olevano sul Tusciano. Questo consentirà d’altra parte, di legare questo percorso al territorio valorizzando i suoi punti di forza, compresi quelli enogastronomici.»

Le finalità dell’itinerario sono essenzialmente due: la valorizzazione delle tracce longobarde all’interno del territorio e la sua promozione attraverso il turismo culturale, l’enogastronomia e l’artigianato. A che punto è Salerno nel conseguimento di questi due obiettivi?

«Per il primo punto, molto è già stato fatto, soprattutto grazie al lavoro del Gruppo Archeologico Salernitano; sul secondo, siamo ancora molto indietro perché non si riesce a fare rete tra i vari monumenti che compongono la Salerno altomedievale e offrire così ai visitatori una veduta organica del nostro patrimonio storico. Aggiungiamo lo stato pesantemente deteriorato di molte opere (affreschi in particolare) che avrebbero bisogno di un restauro urgente. La soluzione sarebbe realizzare progetti strutturali ben pianificati, in modo da poter riuscire ad usufruire dei fondi stanziati dall’Unione Europea.»

È con molte incertezze dunque, anche se con una buona dose di ottimismo, che Salerno si prepara a fare il suo ingresso nell’itinerario Longobard Ways Across Europe: staremo a vedere se il workshop del 29 gennaio 2016 potrà portare venti di cambiamento per quella che fu l’ultima città longobarda.

Sito del progetto Longobard Ways across Europe.

Federica Garofalo

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