Longobard Ways across Europe: sostegno europeo ai progetti per la Salerno longobarda

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Pare essersi concluso con piena volontà di collaborazione reciproca il workshop tenutosi al Salone del Gonfalone del Comune di Salerno il 29 gennaio scorso e dedicato a “I principati longobardi del Sud”, nell’ambito del progetto europeo Longobard Ways across Europe.

In breve, si tratta del progetto di una regione virtuale europea che colleghi i “luoghi dei Longobardi”, le terre che questa popolazione ha attraversato nel corso dei secoli, dalla Scandinavia alla Calabria, con l’intento sia di approfondire le conoscenze a tutti i livelli sui Longobardi sia di promuovere itinerari turistici e artigianali di eccellenza focalizzati sui Longobardi. Longobard Ways across Europe è patrocinato dall’Institut Européen des Itinéraires Culturels del Lussemburgo ed è ufficialmente candidato per ottenere gli European Regional Development Fund (Fondi Regionali di Sviluppo Europeo), il cui prossimo bando partirà il 4 aprile.

Salerno, il cui comune dal 29 gennaio è a tutti gli effetti socio istituzionale, sarà il capoluogo dell’ultima delle quattro macro-aree del progetto, quella dedicata ai Longobardi del Sud. E sono molte le testimonianze longobarde che il Sud Italia può vantare, dall’abbazia di San Vincenzo al Volturno in Molise, al santuario di Monte Sant’Angelo in Puglia, fino al complesso monumentale di San Pietro a Corte a Salerno, unico esempio di architettura civile longobarda ancora in piedi.

Presenti al seminario, oltre alle principali autorità della provincia, il presidente del Gruppo Archeologico Salernitano Felice Pastore, che ha fortemente voluto l’adesione di Salerno e della sua provincia, il presidente dell’associazione Longobardia Gian Battista Muzzi e il suo vicepresidente Bruno Cesca e l’europrogettista Guido Pizzamano, oltre a rappresentanti di istituzioni di altre regioni come Mario Ialenti, presidente della regione Molise.

«La rete serve anche ad assistere il singolo socio, – spiega Bruno Cesca, – e a dargli più possibilità di ottenere finanziamenti. Il 2016 metterà a disposizione molte risorse (da 1 a 5 milioni di euro a seconda del programma di finanziamento utilizzabile), ma bisogna fare presto ad elaborare progetti da presentare, dal momento che i bandi europei stanno partendo, e noi abbiamo già perso la call di dicembre, e quella che partirà il prossimo 4 aprile durerà solo fino al 10 maggio.»

Spetterà alle realtà private e pubbliche di Salerno e provincia, dunque, organizzarsi per creare dei percorsi di marketing enogastronomico e artigianale, valorizzazione del paesaggio e turismo sostenibile. Cosa potrà dunque fare il progetto Longobard Ways Across Europe perché tutto questo non rimanga solo un’idea?

«Il nostro compito è stimolare la singole realtà locali ad organizzarsi, a dialogare e a progettare insieme, – risponde dal canto suo Bruno Cesca, – e realizza accordi a favore del sistema e con i partner associati per finanziare i progetti locali. È qualcosa di molto concreto, e per nulla aleatorio: anche l’Agenzia del Commercio Estero supporta il nostro lavoro perché vi ha individuato opportunità di sviluppo per i vari territori.»

Viene spontanea una domanda: l’idea di un “percorso culturale europeo” non cade nel momento sbagliato, un tempo come il nostro in cui le frontiere si chiudono e in tutta Europa ci si sta ritirando nei vari “nazionalismi”?

Bruno Cesca non ha dubbi: «Proprio per questo non esiste momento più giusto per un ragionamento del genere. Non bisogna guardare all’immediato ma in prospettiva, e dare agli Europei quello che l’Euro non è riuscito a dare loro: una coscienza comune.»

La sfida è stata dunque lanciata, e l’immediato futuro ci dirà se la risposta delle istituzioni coinvolte sarà all’altezza delle speranze che questo incontro ha suscitato.

Federica Garofalo

Per approfondire:

http://www.gruppoarcheologicosalernitano.org/

http://www.longobardways.org/

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