Il doppio volto del bambino e i piccoli ricatti – un banco di prova per il genitore

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Tantissime volte, i clienti della mia scuola mi raccontano di come, allo spegnimento della seconda candelina, i loro bimbi sembrino cambiare totalmente atteggiamento e, addirittura, carattere: questi genitori sono disperati perché hanno l’impressione di non riuscire più ad adempiere al loro difficile ruolo e chiedono suggerimenti a noi che trascorriamo molte ore con i loro piccoli. Il secondo anno è un periodo molto importante per il bambino, in quanto, da una parte diventa più grande e inizia a saper fare molte più cose, dunque inizia ad esplorare ancora di più e a volersi spingere sempre più in là; dall’altra parte si sente ancora piccino e bisognoso del controllo del genitore. Questo dissidio tra l’essere cresciuto e il sentirsi ancora piccolino, lo porta ad essere più lagnoso per attirare lo sguardo e la disapprovazione dell’adulto. E’ un modo per capire fin dove può spingersi… E il genitore non deve assolutamente essere “bocciato” a questo test che gli propone suo figlio. Un capriccio costante per svariati motivi: piange, si lancia a terra, si picchia da solo per protesta se gli viene proibito di fare qualcosa di sbagliato, tanto che, alcuni genitori, sfiniti da tanta ostinazione, si arrendono e concedono al piccolo “ricattatore” ciò che desidera fare o avere. Nulla di più sbagliato: in questo modo si innesca un processo “distruttivo” che può solo peggiorare: il bambino è un essere dotato di intelligenza già dalla nascita, infatti, fin dai primi giorni di vita, capisce che basta piangere per essere preso tra le amorevoli braccia della mamma, dopo pochi mesi già riesce ad individuare chi ha il “il cuore più tenero” tra i genitori e su cui fare leva… figuriamoci a due anni. Un consiglio che diamo sempre, e che sembra funzionare, è quello di restare fermi sulle proprie decisioni, quindi di non cedere assolutamente alle loro richieste, cercare di spiegargli con voce sicura e con parole semplici perché non può fare/avere ciò che chiede e dargli un’alternativa. Le regole di comunicazione adulto-bambino dicono che: raramente si dovrebbe usare il “no”/”non si fa questo” etc, in quanto il cervello non conosce il “non”, inoltre sottolineare con un “noooo, non si prende quest’oggetto, è pericoloso!” oppure” non devi piangere per queste sciocchezze”, può essere solo controproducente… cosa accade se vi dico “non pensate ad un elefante rosa”? Il processo che fa il cervello è di pensare prima all’elefante rosa e poi cancellarlo per non pensarlo… se, invece, dicessi, “pensate ad un cavallo blu” sarebbe più semplice capire ed eseguire il comando. La stessa cosa accade con i bambini: “aspetta, proviamo a farlo così… vedi che viene meglio?” “usiamo quest’altra cosa, quello che stavi prendendo potrai usarlo quando sarai più grande” etc
Ci vuole sicuramente tanta pazienza e sangue freddo, non c’è dubbio, in ogni caso vi assicuro l’assoluta riuscita usando questo tipo di comunicazione. Potrebbe capitare che vostro figlio, nonostante le spiegazioni senza comandi negativi, continui a fare il monello e a fare capricci, a quel punto basta metterlo seduto in quello che noi chiamiamo “angolo dei capricci” che, altro non è, che una sediolina in un angolo della stanza dove si siedono per 5 minuti a riflettere. Appena smettono di lagnarsi si possono alzare e tornare a giocare. I modi possono essere tanti e svariati, l’importante è non ricorrere a metodi coercitivi, che non servono a nulla, come anche gridare serve a poco… è molto più utile un tono di voce sicuro ed autorevole, non autoritario. Oggi i genitori sono costretti a lavorare molto per far fronte a tutte le spese mensili che hanno, quindi, quando tornano a casa, non riescono ad avere la lucidità per far fronte alle innumerevoli richieste di attenzione dei figli, quindi trovano che sia più semplice cedere, in realtà dedicare un po’ di tempo a contrastare nel modo giusto queste bizze, significa preparare il terreno per avere dei bimbi educati, tranquilli e che non portano all’esasperazione genitori e insegnanti.
Tatiana Maretti
Asilo nido e Scuola dell’Infanzia “Bulli e Pupe”

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