Wanderlust – Sognando ad occhi aperti tra le sponde del Sile (Treviso)

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“(..)e dove Sile e Cagnan s’accompagna,
tal signoreggia e va con la testa alta,
che già per lui carpir si fa la ragna.”
Con la dolcezza dei versi del nono canto del Paradiso, voglio cominciare il nostro cammino lungo gli argini del fiume Sile proprio da quella che viene denominata “Riviera Garibaldi”, che si è prestata Musa al nostro Sommo Poeta Dante Alighieri

Sile 1

Proseguiamo per un breve tratto di strada lungo il viale Jacopo Tasso, da cui ha inizio la pista ciclabile “le Alzaie” che costeggerà la Restera alla sinistra idrografica del corso d’acqua. Passando sotto il ponte della ferrovia, lasciamo alle nostre spalle il centro storico di Treviso per inoltrarci finalmente nel cuore della vegetazione e della fauna che sono l’esempio lampante della singolarità di cui il Parco Naturale Regionale del Fiume Sile.

Cavedani, Tinche e Carpe guazzano indisturbati nelle acque dolci del canale. Picchi e Passeri, ma anche Tuffetti ed Anatre assieme a Gabbiani e Cormorani sorvolano le cime di Pioppi, Salici ed Ontani, alle volte sfidando la brezza, altre, assecondandola.

Sile 2

Sono tanti i ciclisti e i velocisti che giocano a rincorrersi ai bordi della risorgiva: la meglio sembrano avercela sempre le anse che, numerose, si snodano instancabilmente per 25 chilometri di tragitto (andata e ritorno).

Il background si fa via via più affascinante e misterioso: a cominciare dagli edifici dell’ex- Mulino Mandelli, ora appartenenti all’archeologia industriale.

Sile 3

Ed è oltrepassando un erto ponticello in cemento grigio chiaro il luogo in cui il Sile si mostra in tutto il suo incantevole spettacolo. “Sembra di poterci camminare sopra”, mi suggerisce uno spettatore anch’egli ammutolito da tale veduta. Eh sì, ha proprio ragione! Abbandonato il ponte svoltiamo a destra, seguendo il cosiddetto “Sil Morto” un ramo secondario del Fiume oramai a voi tutti noto. Addentrandoci nella campagna, superata l’area denominata “Laghetto”, approdiamo, nel vero senso del termine, in quello che viene definito “Cimitero dei burci”.

Sile 4

Tale sito archeologico unico nel suo genere, ubicato nel comune di Casier, ospita ben 13 imbarcazioni tradizionali da trasporto appartenenti al primo ventennio della seconda metà del XX Secolo. Ed è grazie alla pista ciclabile realizzata su passerelle in legno che abbiamo la possibilità di vedere da vicino questi eccezionali relitti.

A Casier il fiume si rilassa e si amplifica in dimensioni, tanto da poter accogliere anche un piccolo porticciolo.

Foto di Elisa Farina
Foto di Elisa Farina

Quale modo migliore di un gelato artigianale fresco per concedersi momento di relax, magari seduti sulle numerose panchine che decorano meritevolmente il panorama. Si può proseguire ancora rimanendo alla destra del fiume, fino al punto in cui la pista ciclabile termina nei pressi di Sant’Elena (Silea).

Riuscire ad apprezzare le peculiarità di Treviso, non soltanto dal punto di vista culturale e storico, ma anche paesaggistico e naturalistico può essere una buona alternativa pensata per un mini-soggiorno e perché no, anche da poter abbinare alla città capoluogo, Venezia.

Elisa Farina

CONTENUTI EXTRA – “LUNGO LA RESTERA”

Crepita il tizzone

 

Crepita il tizzone ardente del mio cuore

Come timida fiammella arde

Tra fruscelli freddi fonde

La deserta quiete della madida palude

Infiamma nebbia e foschia come sbollentato sole il mio amore.

 

 

“Lungo la Restera ”, 27 dicembre 2015

Fotografia – Marco Terranova ; Testo – Elisa Farina

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