Genitori bravi non si nasce, ma si diventa. Un decalogo per “limitare i danni”

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Quello del genitore è un “mestiere” complicato, che implica un calarsi costante nella psicologia dei figli e, spesso, risulta quasi impossibile. Il modo in cui viene cresciuto un bambino determina, in grande misura, la persona che sarà in età adulta, al netto ovviamente delle varie caratteristiche e peculiarità personali. Ovviamente l’approccio con i propri figli varia da un genitore all’altro, ma c’è un modo giusto per crescerli? Se si, qual è? E cosa bisogna evitare durante lo sviluppo, soprattutto psicologico, di un bambino? E’ importante dire e sottolineare che tutto dipende non dal proprio ruolo, ma dalla propria personalità. In fondo, essere genitore è un po’ come ricoprire un incarico, al pari di un avvocato, di un professore, di un operaio. L’importante sta nel dimostrare loro che, dietro questo ruolo, c’è una persona, un amico, un confidente, un compagno di giochi, una fonte a cui attingere in caso di dubbio ed è a questo tipo di persona che il figlio vorrebbe sempre rivolgersi. Tuttavia succede che pur avendo le migliori intenzioni, assumiamo degli atteggiamenti sbagliati che possono nuocere la crescita emotiva del bambino. A questo punto è d’obbligo chiedersi: quali sbagli commettiamo?
C’è Il genitore “iper protettivo” che ama controllare ogni mossa dei propri figli, precludergli ogni possibilità di sbagliare perché non si lascia loro il margine per il rischio, costruire una campana di vetro immaginaria sotto la quale custodire i propri bambini al sicuro da ogni pericolo sono alcuni dei modi in cui un genitore si dimostra iperprotettivo. E’ vero che c’è una fase della crescita dei bambini in cui non si possono correre tanti rischi perché sono piccoli, ma con i figli deve crescere anche il genitore imparando a lasciarli liberi o non diventeranno mai persone autonome, capaci di sopportare le piccole difficoltà della vita.
Il genitore confidente”: La confidenza con i figli è un’arma a doppio taglio: ogni genitore vorrebbe confidarsi con i figli, raccontando anche pensieri e problemi, ma è un atteggiamento che rischia di mostrare che è un adulto insicuro e incapace di risolvere da solo i propri problemi.
Alcuni genitori sono così preoccupati della vita sociale dei propri figli che riescono a trasformarsi in veri esperti di public relation, intromettendosi nei rapporti tra i figli e gli amici, promuovendo nuovi contatti e forzandone altri. Ogni piccolo problema con i compagni, con gli insegnanti o altre persone che frequentano i nostri figli sono occasioni per provare a diventare autonomi, gestendo da soli le relazioni e le difficoltà, per questo non devono subire interferenze.

Come può un genitore allontanarsi da questi comportamenti negativi?
E ‘importante, innanzitutto, che i genitori diventino estremamente consapevoli delle proprie parole e azioni durante l’interazione con i loro figli, o con gli altri quando i loro figli si trovano nelle vicinanze. Curate abbastanza la loro formazione, non soltanto la preparazione per una nuova vita. Siate dei veri e propri psicologi.
1. Comunicate i problemi riguardo l’età adulta.
2. Consentite loro cose che li facciano anche fallire.
3. Discutete le conseguenze future se non si riescono a padroneggiare alcuni ambiti.
4. Rafforzate i loro punti di forza per prepararli ai problemi del mondo reale.
5. Coinvolgeteli in progetti che richiedano pazienza, per ritardare la gratificazione.
6. Insegnategli che la vita è una questione di scelte e compromessi, non si può ottenere tutto.
7. Avviateli ad attività per adulti, come pagare bollette o fare affari.
8. Introduceteli da potenziale guida nella vostra rete.
9. Aiutateli ad immaginare un futuro appagante, poi spiegategli i passi per arrivarci.
10.Celebrate progressi che vanno verso l’autonomia e la responsabilità.

Scritto da Tatiana Maretti – Asilo nido e scuola materna “Bulli & Pupe”

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