Anche l’occidente predatore ha fomentato lo jihadismo. Il grande medievista Cardini all’UNISA

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Almeno a leggere il titolo, si direbbe una lezione di Storia Medievale quella tenuta dal prof. Franco Cardini, medievista toscano di fama mondiale, all’Università di Salerno il 1 marzo scorso: “Non solo Crociate: il Mediterraneo, le religioni e gli scambi”. E invece no: una volta avuta la parola, il professor Cardini metaforicamente mette via il manuale di Storia e prende in mano il quotidiano. È del mondo di oggi che vuole parlare, mettendo a nudo le cause profonde degli avvenimenti che sconvolgono il Medio Oriente e che attraversano il Mediterraneo.
Un’iniziativa sì promossa dal Dipartimento di Studi del Patrimonio Culturale dell’Università, ma partita non dall’alto, ma dal basso, dagli studenti, come sottolinea la prof.ssa Amalia Galdi, docente di Storia Medievale presso l’Ateneo salernitano:
«Tutto è cominciato con il corso di Storia delle Istituzioni Medievali del primo semestre, durante il quale avvenne l’attentato di Parigi. In seguito a quell’episodio, i miei studenti manifestarono l’intenzione di saperne di più sui rapporti tra l’Europa e il mondo arabo, argomento che tocca nel vivo la Storia Medievale, soprattutto in riferimento alle Crociate, ma a proposito del quale circolano purtroppo eccessivi luoghi comuni. Ci voleva qualcuno che rimettesse un po’ d’ordine: e nessuno poteva farlo meglio di Franco Cardini che, oltre al curriculum adatto, ha qualcosa che oggi è sempre più rara, cioè l’intellettualità come motore di impegno civile.»
Infatti la sala è affollata in gran parte da studenti, alcuni sono rimasti in piedi. E Franco Cardini non delude le aspettative: per più di due ore riesce a tenere viva l’attenzione della platea, e alla fine sono molti gli interrogativi sollevati, domande cui il prof. Cardini è sollecitato a rispondere. E che riguardano, più del Medioevo, l’attualità.
«Molte situazioni che noi pensiamo risalgano al Medioevo, sono nella realtà molto più recenti, precisamente frutto dell’evoluzione degli ultimi sessant’anni,» spiega per prima cosa Franco Cardini. «Negli anni ’60, ad esempio, il tema delle Crociate, così come la storia dell’Islam, era un argomento conosciuto pochissimo al di fuori degli addetti ai lavori. Chi all’epoca si aspettava di veder scomparire le religioni sotto la spinta del progresso è rimasto deluso: oggi si assiste ad un ritorno selvaggio del divino, e, più che a una “radicalizzazione” dell’Islam, a una “islamizzazione” del radicalismo. Il cambiamento, però, non si è verificato solo da una parte: oggi abbiamo un Occidente post-cristiano, desacralizzato, di fronte ad un Oriente che riscopre un forte interesse per tutte le forme del sacro, comprese quelle violente.»
Questo è soltanto il “colpo d’occhio” macroscopico, perché, se si va a guardare la situazione più da vicino, le cose si complicano:
«Oggi è in atto un grande scontro, iniziato nel VII secolo ma riacceso solo molto recentemente, all’interno del mondo musulmano: quello che in Arabo è definita la fitna, la discordia tra Sunniti e Sciti, alimentata durante il Novecento proprio dall’Occidente, Inglesi e Americani principalmente, per impadronirsi delle risorse di vasti territori del Medio Oriente. Il grande errore del mondo arabo è stato l’incomprensione della modernità: si sono illusi che il successo del modello occidentale fosse solo questione di abilità artigiana, mentre hanno trascurato del tutto la forzatura del rapporto tra produzione e consumo, con il passaggio dal modus alla moda, e il valore del denaro che in Occidente da strumento si è trasformato in fine.»
Quello cui Franco Cardini tiene di più è a sradicare l’immaginario collettivo di uno “scontro di civiltà” in atto tra Occidente e mondo arabo:
«Perché le civiltà si scontrino è necessario che siano allo stesso livello; e questo, allo stato attuale delle cose, non è possibile perché l’unica civiltà egemonica, l’unica possibile al mondo è diventata quella occidentale euro-americana. Daesh è più occidentale di quanto pensiamo: la “manovalanza” è formata da mistici armati, ma è inquadrata da generali laici di formazione marxista, gli aiutanti del “califfo nero” agiscono con metodi occidentali, compresa la tattica del trasformare l’Islam in una ideologia, “islamizzando” di fatto la modernità. Di musulmano in Daesh c’è solo la propaganda, l’idea che l’ “islamismo” debba conquistare il mondo, concetto in realtà del tutto estraneo all’Islam vero e proprio: gli jihadisti sono famosi per parlare molto di Dio ma per non pregare praticamente mai.»
In realtà, secondo Franco Cardini, prima di parlare di “scontro di civiltà”, l’Occidente dovrebbe porsi qualche domanda:
«Com’è iniziato tutto questo? Chi arma gli jihadisti? Perché l’integralismo conquista sempre più seguaci in Paesi come la Nigeria, ricchissimi di risorse ma i cui abitanti sono costretti a scegliere tra morire di fame o dichiarare guerra a un mondo che attraverso le multinazionali li riduce alla fame?»

Federica Garofalo

2 pensieri riguardo “Anche l’occidente predatore ha fomentato lo jihadismo. Il grande medievista Cardini all’UNISA

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