Il Portogallo trionfa in un Europeo sorprendente ed emozionante, ma dal basso livello tecnico

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Con la finale di ieri tra Francia e Portogallo si sono conclusi gli Europei di calcio 2016, i primi a 24 squadre, e gli ultimi ad essere ospitati da un solo Paese, dato che dal 2020 il torneo continentale sarà itinerante, cioè vedrà le partite disputate in varie città europee di diversi Paesi.
E’ stato un torneo pieno di sorprese, e nel suo atto finale certo non si è smentito, con la vittoria dei lusitani per 1-0 con un gol di Eder nei supplementari che ha ammutolito lo stadio di Saint Denis e rovinato la festa ai transalpini che erano già pronti a festeggiare dopo aver estromesso in semifinale la Germania.
Le cose non si erano certo messe bene dopo quindici minuti, con Cristiano Ronaldo, capitano e stella portoghese, costretto a lasciare il campo per un infortunio al ginocchio causato da uno scontro di gioco con Payet; Pepe e c. hanno stretto i denti e raddoppiato le forze, subendo quasi costantemente gli attacchi francesi, ma resistendo fino alla fine.
Non è stato un torneo dai valori tecnici elevati, né dallo spettacolo folgorante, ma si sono viste squadre non accreditate spingersi oltre più rosea aspettativa grazie ad un’organizzazione tattica e ad una preparazione atletica generalmente di livello alto.
Dicevamo delle sorprese che di certo non sono mancate, a cominciare dalla mancata qualificazione dell’Olanda, nonostante fosse più semplice accedere alla fase finale visto l’aumento del numero di ammesse da 16 a 24; altra grossa delusione è arrivata dall’Inghilterra, eterna incompiuta del calcio mondiale, sempre pronosticata tra le possibili vincenti, ma puntualmente sempre eliminata, spesso anche da formazioni nettamente inferiori, vedi l’Islanda che l’ha buttata fuori agli ottavi con un perentorio 2-1.
Altra figura non all’altezza del suo blasone è stata fatta dalla Spagna, campione d’Europa in carica, uscita per mano degli azzurri e messa sotto da un avversario nemmeno lontanamente paragonabile dal punto di vista tecnico; forse per Iniesta e c. si è chiuso un ciclo, ma il movimento calcio iberico è talmente all’avanguardia che non sarà difficile reperire tra le nuove leve campioni potenziali che già scalpitano per giocare in nazionale.
A proposito degli azzurri, l’Italia è riuscita a mettere d’accordo tutti i tifosi nel giudizio finale di questo europeo di mister Conte e i suoi ragazzi; gli elogi si sono sprecati, per il carattere e la determinazione mostrati, per la voglia di giocare nonostante il tasso tecnico non elevato, la voglia di fare squadra e di sacrificarsi per i propri compagni. Ora con Ventura si dovrà proseguire su questa strada imboccata e percorrerla con decisione.
Germania e Francia certamente sono da annoverare tra le deluse di questo campionato: i tedeschi perché non sono riusciti a salire sul tetto d’Europa nonostante fossero i più attrezzati e talentuosi, battuti in semifinale dalla Francia, più fresca e più fortunata negli episodi, i transalpini perché hanno mancato proprio la finale, giocata in casa davanti al proprio pubblico, contro un avversario non insuperabile e orfano del suo faro.
Infine tra le delusioni va messo anche il Belgio, primo nel ranking Fifa, pieno di giocatori di alto livello e soprattutto giovani, indicato da molti addetti ai lavori come la possibile sorpresa, nonostante la sua storia non sia fatta di vittorie nelle grandi manifestazioni; i “diavoli rossi” non hanno saputo approfittare di una parte del tabellone molto agevole sono caduti contro il Galles ai quarti cedendo per 3-1.
Tra le note positive invece vanno assolutamente inserite l’Islanda, autentica rivelazione del torneo, il Galles di Bale e Ramsey, capace di arrivare in semifinale, ed ovviamente il Portogallo che è riuscito a riprendersi senza meritare ampiamente, ciò che gli era stato sottratto non in modo meritatissimo nel 2004, europeo giocato in casa e perso in modo incredibile con la sorprendente Grecia.

Christian Verderame

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